Smettere di fumare: facile?

smettere Ogni anno il fumo reca alla salute ed all’economia dei danni incalcolabili. Inutile citare problemi respiratori, cardiaci, tumori e problemi alla pelle. Anche da un punto di vista economico, la tassazione delle sigarette non aiuta a coprire nemmeno una piccola parte dei costi derivanti da ospedalizzazioni, decessi, assenze per malattia sul lavoro, problemi collaterali e via discorrendo.

Quando alcuni anni fa uscì la traduzione italiana di “E’ facile smettere di fumare se sai come farlo”, fu un vero boom. Il bestseller internazionale di Allen Carr, fondatore del metodo Easyway, anche in Italia ha attirato fiumi di persone ansiose di provarlo. C’è chi ha smesso, c’è chi dice di avere un amico che è riuscito, chi lo ha interrotto perché “si rendeva conto di stare per smettere e non voleva”. Tuttora le persone si domandano: ma funziona? E’ vero? Come farà? Qualcuno invece obietta che tanto non vuole smettere.

La riposta è semplice. Funziona? Sì. Il metodo di Allen Carr altro non è che un metodo di terapia cognitiva e a mio avviso, se correttamente applicato è il metodo migliore e di più lunga durata per questo tipo di vizio. L’idea è infatti che il fumatore voglia sempre smettere di fumare, quando analizzi razionalmente il rapporto costi benefici di questa scellerata attività. Tuttavia, nella mente del fumatore esistono distorsioni percettive che nel tempo gli hanno fatto associare il fumo a dei “vantaggi” che sbilanciano l’equazione mentale: “mi fa digerire”, “non voglio rinunciare alle pause”, “mi rilassa”, “è un’occasione di socializzare”, ecc..

I metodi tradizionali basati sul comportamento, hanno il limite che la persona deve compiere il famoso “sforzo di volontà”, per smettere di fumare e per questo tendono a risultare fallimentari. L’idea del metodo Easyway è correttissima da un punto di vista psicologico e pienamente in linea con le più moderne tecniche di psicologia cognitiva. La soluzione infatti è quella di scardinare le motivazioni sottostanti con una corretta ristrutturazione dei pensieri e con delle immagini mentali mirate, in modo che la resistenza non venga vinta, ma semplicemente cancellata e smettere di fumare diventi la risposta comportamentale naturale. La dipendenza da nicotina del resto si esaurisce in pochi giorni.

Carr, in vita si lamentò di come il governo inglese non gli diede la possibilità di curare tante persone con un programma televisivo gratuito. Perché non sfruttiamo noi questa possibilità? Il Ministero della Salute studi il metodo e se lo ritiene efficace, piazzi un bel programma sulla Rai. Ci costerà meno di Sanremo, Celentano e Benigni e se funziona, questo creerà pure profitto.

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