L’inglese in azienda

L’invasione di parole inglesi che progressivamente colpisce la nostra lingua, pare aver trovato nel mondo aziendale un terreno particolarmente fertile, in cui proliferare senza controllo. In molti casi, un vocabolo nasce nei paesi anglosassoni in concomitanza col concetto di cui è portatore; tuttavia, quand’anche esista un eccellente corrispondente nella nostra meravigliosa lingua, viene spesso sdegnosamente trascurato. Pare quasi che utilizzarlo porti minor credibilità: l’italianofilo si sente così un pezzo d’archeologia, e rapidamente aggiorna il suo vocabolario alla moda corrente. L’esempio più tipico: ogni azienda deve avere tassativamente una “mission” e una “vision”. Potrebbe benissimo avere un obbiettivo ed un piano, ma in tal caso darebbe l’impressione di non averli affatto, di avere idee poco chiare ed antiquate. Altro termine imprescindibile è il benchmark. Il benchmark è straordinario, perché vuol dire tutto e niente, letteralmente è un “riferimento”, perciò lo si può infilare in ogni frase, facendolo diventare una misurazione, un elenco, un riscontro, una verifica, persino un appunto in cui si segnala che è finita la carta igienica. Se si vuole risultare “in” davvero però, questi rudimenti non bastano. Bisogna iniziare a fare sul serio: e allora via che i concorrenti diventano i “competitors”, la riunione “il meeting”, la scadenza la “deadline”, il controllo il “follow-up”, la conoscenza la “knowledge” e, per i veri angolofoni, non si salva più nessuno, così anche il discorso diventa lo “speech”. Prima di arrivare a queste vette di modernità, bisogna però passare da alcuni termini chiave su cui non è consentito farsi trovare impreparati. Uno di questi è indubbiamente il “brainstorming”. Qualunque tipo di colloquio, scambio di idee o conversazione deve necessariamente diventare un “brainstorming”, nonostante nel 99% dei casi non segua questa metodologia, ideata in psicologia sociale. Siete indecisi su cosa ordinare al ristorante? Dite al cameriere di ripassare tra un minuto e intanto fate un po’ di brainstorming. Volete proporre vari prodotti ad un compratore? Gli buttate lì qualche idea a mo’ di “brainstorming”. Il brainstorming, come il benchmark, è di una duttilità straordinaria, e bisogna imparare a maneggiarlo in tutti i suoi innumerevoli utilizzi prima di passare oltre. Una volta ferrati sul brainstorming, si può iniziare con i “know-how”, che vanno a sostituirsi alle conoscenze, abilità, caratteristiche, competenze, insomma, sono molto versatili. Possono condire un po’ tutto, con due gocce d’aceto sono fantastici. Importantissimo è anche il feedback: nasce in ambito tecnico, come concetto di “retroazione”, ma non vi spaventate. Che vi diano una risposta, uno schiaffo, vi mandino a quel paese, vi inviino un sms, una mail, o vi chiudano una porta in faccia, è sempre un feedback. Letteralmente è anche la verità, ma mi raccomando, non lasciatevi sfuggire di aver ricevuto una semplice “risposta”. Quando si siano dominati questi vocaboli fondamentali, ci si può abbandonare a un po’ di accademia. Le finezze si acquisiscono col tempo, così dopo un po’ di pratica si può porre attenzione al “brand” che va a sostituire il marchio, il “trend” al posto della tendenza, il “check” anziché il “controllo”, la “location” per il luogo, e via dicendo. È importante notare come ogni azienda goda di una certa libertà semantica, per cui appartengono alla specifica cultura aziendale determinate traduzioni libere, che è molto importante imparare nel minor tempo possibile per non essere più considerati dei pivellini. E pensare che con l’italiano non ci si esprime così male: Dante, Petrarca, Leopardi, Carducci, Quasimodo, per citarne alcuni, ci sono riusciti piuttosto bene e in epoche diverse. E allora io me li immagino tutti intorno ad un tavolo, durante un meeting, a fare brainstorming, prendendo le loro opere come benchmark, dandosi una deadline, al termine della quale fare un follow-up in cui raccogliere i feedback per ridefinire la loro vision: chissà che opera verrebbe fuori? Quel che è certo è che sbaraglierebbe i competitors.

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