La gnocca come il lavoro: non ce n’è

Berluska pensava di fare il furbo e l’ha sparata grossa: rinominare il Pdl “Forza Gnocca”. Benissimo, proposta accolta. Stavolta però lo inchiodiamo alle sue promesse. Del lavoro non ce ne frega più niente, come elettori giustamente vogliamo la “gnocca” e poi andiamo pure a picco, almeno ci andremo contenti! Più facile dunque creare gnocca che occupazione? Diamo un occhio ai numeri.

In Italia vivono circa 60 milioni di persone. Intorno a 9,1 milioni sono sotto i quattordici anni. Non so cosa ne pensi il Presidente, ma noi siamo per escluderli dal bacino di potenziale gnocca. Restano 51 milioni circa. Togliamo gli over 65. Sì, magari fanno sesso, ma da “Forza Gnocca” ci aspettiamo qualcosa di più che una sveltina con la nonna. Quindi restano 39 milioni di Italiani. Ed è qui che dobbiamo andare a caccia.

Se stiamo ai dati Istat, il 34,6% dei nuclei sono famiglie con figli e circa il 23% senza figli. Siccome non vogliamo sfasciare famiglie, pena l’impopolarità, e calcoliamo quelle con figli al minimo sindacale di 3 unità, già questo darebbe una sforbiciata ad almeno 30 milioni di individui, lasciandoci a quota 9. Forse tra le prime c’è qualche figlia gnocca certo, ma i dati ci dicono che è poca roba e comunque potrebbe a sua volta avere un fidanzato che appartiene ad un’altra famiglia del 34,6%, con cui non convivono di fatto. Se togliamo le convivenze accertate, voilà altri 2,5 milioni di persone in meno e siamo a 6,5. Coi nostri conti siamo a meno di quello che dice l’Istat, cioè 4 milioni circa di single non vedovi e 3 milioni di genitori vedovi.

Va bene, facciamo pure che possiamo lavorare su 6,5 milioni di individui e che gay e lesbiche non esistano (quelli tanto comunque sono di sinistra). Abbiamo 3,3 milioni di donne approssimativamente, ma dobbiamo seguire la distribuzione demografica, sbilanciata verso i “baby boomers”. Seguendo a spanne la piramide di età, avremmo meno di 1,2 milioni di donne comprese tra i 15 e i 34, da cui sottrarre magari un po’ di minorenni, 825.000 tra i 34 e i 44 e oltre 2 milioni tra i 44 e i 64. Ora, volendo essere gentlemen, non discriminare per età e non sottilizzare troppo sulla bellezza, spariamola lì: 800.000 gnocche ad essere di bocca buona, via.

In Italia ci sono più di 8.000 comuni, quindi anche spartendocele equamente avremmo meno di 100 gnocche a comune, una miseria. Se poi consideriamo che due terzi di quelle di alta qualità se le sono già portate a Milano o Roma in giri televisivi, politici, sportivi o nightclub e via dicendo e un buon numero bazzica ad Arcore a cifre per noi inaccessibili, cosa ci resta? Da espatriare. Ecco perché il mercato della gnocca in Italia è peggio di quello del lavoro: si libera un posto e c’è l’assalto di domande. Non è un mercato dinamico. E neppure meritocratico.

Perciò a Silvio consigliamo di concentrarsi sul creare comunque occupazione e rilanciare un mercato del lavoro troppo garantito e poco dinamico. Almeno non moriremo di fame.

Però a ben pensarci una soluzione forse c’è. Magari chiedere all’amico Putin dalla Russia… se insieme al gas ci mandasse un po’ di gnocca…

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