I soldi fanno la felicità? Solo fino a 56.000 euro

I soldi fanno o non fanno la felicità? Solo fino a 75.000 dollari (circa 56.000 euro), potrebbe essere la risposta. Il premio Nobel Daniel Kahneman, insieme all’economista Angus Deaton, si è voluto occupare di un quesito che da secoli tormenta la saggezza popolare e ha così intervistato un campione di ben 450.000 americani in un massiccio studio su felicità, reddito ed altri fattori correlati.

Da quanto emerso nella ricerca, risulta piuttosto evidente come la felicità degli individui effettivamente cresca in maniera lineare con il reddito, ma solo fino a 75.000 dollari l’anno: una volta superata questa soglia, gli effetti di un ulteriore aumento di introiti sul buon umore sono praticamente nulli, che si tratti di 150.000 dollari o due milioni in più.

E’ importante però sottolineare una distinzione che il professor Kahneman fa rispetto alla felicità e al metodo stesso di indagine che ha utilizzato per rilevarla. Una prima e più importante misura della felicità, che è proprio quella che varia in relazione al reddito fino alla cifra soglia di 75.000 dollari, è la felicità intesa come umore percepito al momento. Potremmo considerarla la misura più importante perché corrisponde al modo in cui effettivamente ci sentiamo durante la giornata, momento per momento. Tuttavia esiste anche un’altra misura della felicità che è il livello di soddisfazione percepito della nostra vita più in generale. Questa seconda misura è completamente slegata dal nostro umore o dal modo in cui ci svegliamo al mattino, ma è più che altro una dimensione cognitiva, più vicina alla valutazione che diamo alla nostra vita nel suo complesso.

Solo riguardo a quest’ultima, i redditi superiori a 75.000 hanno un effetto positivo e proporzionalmente crescente. Se infatti le persone che guadagnano 150.000 o 200.000 dollari non beneficiano durante la giornata di un umore migliore di coloro che guadagnano la metà, tendono però a valutare la loro vita come complessivamente più soddisfacente. Per usare le parole degli autori: “redditi più elevati non ti rendono felice, ma ti fanno credere che la tua vita sia migliore”.

Ancora più curioso è questo processo applicato al matrimonio e ai figli. Le statistiche dimostrano come le donne con figli siano mediamente più carenti nella prima misura della felicità (quella diretta), prevalentemente a causa del fatto che si trovano a sostituire molte attività sociali e ludiche (che gli studi dimostrano essere le più efficaci nell’aumentare la felicità) con altri doveri e mansioni pratiche spesso noiose. Tuttavia, se per la donna la maternità rappresenta un valore, ecco che è lecito aspettarsi un aumento della seconda misurazione della felicità, intesa come soddisfazione per la propria vita in generale.

Le ragioni per cui proprio 75.000 dollari appaiano come un valore soglia non sono del tutto chiare, anche se è piuttosto evidente che quanto più ci si allontana – al ribasso – da questa cifra, tanto più le persone tendono a diventare infelici e le interpretazioni suggerite dagli stessi autori, possono essere di due tipi.

La prima ipotesi è che 75.000 dollari sia un reddito che consente una serie di attività sociali, ricreative e quant’altro che rendono la vita più leggera, divertente e libera da affanni e preoccupazioni per il sostentamento. Cifre molto inferiori imporrebbero rinunce, restrizioni e minor sicurezza, mentre cifre superiori non aggiungerebbero molte nuove opportunità di svago o piaceri sostanziali.

La seconda ipotesi emerge in maniera altrettanto forte dai dati e sottolinea come l’allontanarsi da questo reddito non produca tristezza in sé, ma porti piuttosto le persone a percepire gli altri problemi che già hanno nella vita, come più pesanti. Per esempio, nello studio degli autori, i divorziati con 1000 dollari di reddito risultavano il doppio più stressati dei divorziati con 3000 e la stessa cosa accade tra gli asmatici, quindi il reddito pare in qualche modo sollevare gli individui dai problemi.

Questo studio è certamente molto interessante, ma se pensate che 75.000 euro siano sufficienti a garantirvi la felicità…aspettate a cantare vittoria. E’ infatti utile richiamare alla mente anche altre famose ricerche del passato, secondo cui il rapporto tra felicità e reddito non è quantificabile con un valore assoluto perchè viene mediato dai paragoni che facciamo con il nostro ambiente sociale. I paragoni più rilevanti che gli individui utilizzano? I vicini di casa e il cognato!

In altre parole, con 10.000 euro di reddito in una favelas potreste sentirvi un re mentre con 100.000 a Beverly Hills un barbone! Quindi la ricetta della felicità potrebbe essere così riassunta: cercate di guadagnare intorno a 75.000 dollari e scegliete con attenzione il vostro quartiere!

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