Voglio il Nobel!

nobelSì, davvero e non lo dico sottovoce come hanno fatto Brunetta e Tremonti.

Lo dico ad alta voce, così nessuno potrà dire di non aver sentito. Per cosa? Per l’economia.

Cosa ho scoperto? Niente.

E allora?

Lo voglio perché tutti quei superprofessoroni strapagati, quei consulenti di cui nessuno può fare a meno, tutti quei bei tomi, insomma, si sono dimenticati di dire cosa è il mercato primario e quello dei ricambi.

Se lo chiedete al vostro meccanico ve lo spiega in un minuto e tutte le volte che chiedete il prezzo di un ricambio lo capite subito, qualunque scuola abbiate fatto, perché un ricambio costa normalmente 3-5 volte quello che costa il pezzo montato nel prodotto finito, sia la resistenza della lavatrice, che la frizione della macchina, che il motore elettrico della lavastoviglie. Eppure questi superesperti si sono dimenticati di dire ai produttori che un mercato non può bere all’infinito e che in Europa ormai più auto di così non ne possiamo avere e che di frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie siamo pieni e se vogliono sostenere queste produzioni devono OBBLIGARCI a cambiarli per legge.

Non ridete, lo stanno già facendo: la Commissione Europea ha proposto di fare la revisione alle auto OGNI anno, con la scusa che il 5-10 % degli incidenti è dovuto a problemi del mezzo. La ADAC (equivalente tedesca dell’ACI, solo molto più efficiente) li ha mandati a stendere, dicendo che le statistiche segnalano  che la percentuale è sotto l’1%. Degli strapagati funzionari, nessuno ha perso il lavoro. Cosa significa questo per l’Europa? Dico la confusione tra primo mercato e quello dei ricambi, perdite di posti di lavoro stimabili, nei prossimi dieci anni,nell’ordine delle centinaia di migliaia. Vedere alla voce auto e produttori di elettrodomestici.

Ma qui nessuno se ne accorge e i soloni vengono pagati in dollaroni. Un esempio per tutti. Apple nel 2000 era sull’orlo del fallimento e le azioni valevano 14 $, ritornò Steve Jobs, fece i soliti discorsi da sciamano, ma poi dal cilindro tirò fuori tre prodotti da primo mercato: Ipod, Iphone, Ipad. Ne vendette a milioni. Quanto valgono oggi le azioni io non lo guardo più per non mangiarmi non le mani, ma le braccia tutte, le ho lasciate che erano sopra 350 $. Lui l’aveva capita bene la differenza e aveva capito che vendere rimpiazzi di computer, magari con qualche miglioria, portava poco e pian piano si sarebbe spento il sole.

È tutto chiaro, cambiare in corsa non è facile, ma continuare a correre nella stessa direzione è mortale, ma i nostri politici, i nostri economisti, sono pagati a tempo e non a progetto (tradotto non per i risultati che portano, ma per il tempo che passano nei loro incarichi) e allora tant’è.

Restano solo gli industriali, ma di quelli, molti continuano a sperare, magari nell’aiutino dei politici o nel coniglio che gli economisti tireranno fuori dal cilindro. Per questo IO voglio il Nobel!

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