Verso la terza Repubblica

italoMontezemolo ha lanciato in un’ affollatissima convention lo slogan Verso la terza Repubblica. Non per malignità, ma temiamo che la cosa porti sfortuna, non solo perché ai nastri si sta allineando il meglio della seconda, ma perfino i dinosauri della prima. Saremo chiamati a votare per Bersani, Vendola e Di Pietro a sinistra, forse per Berlusconi, Maroni e Storace a destra e per Fini e Casini al centro.

L’elenco non necessita di alcun commento. Poi c’è la mitica società civile, Montezemolo e Passera, da apprezzare perché potrebbero pure continuare ad occuparsi dei fatti loro, non sono proprio nuovi, ma ormai dopo le primarie del Pd, è di moda l’usato sicuro. Inoltre ci sono i nuovi come Riccardi e Oliviero, che un giorno viaggiano verso la terza Repubblica e l’altro verso Bersani, fascinosamente parlano di spread sociale, più importante di quello monetario.

Temiamo che in questo turbine di novità si perdano per strada Renzi e Giannino e non resti che Grillo. Diciamolo chiaro: la società civile spesso non è molto migliore dei politici, ritiene di esserlo, ma pure essa è piena di furbastri, opportunisti, gattopardi, ladri ed evasori, per questo il Paese è piantato. Forse anziché transitare da una Repubblica all’altra, mandando in Parlamento i profughi delle precedenti e le terze file di portaborse, sarebbe meglio farla saltare e ripartire di nuovo.

Molti credono che il dinamitardo sarà Grillo. E’ più probabile che saranno i mercati a determinare la nostra perdita di sovranità e a sancire la fine della democrazia, come la intendiamo oggi. Comunque sia, transitiamo pure verso la terza Repubblica, stando attenti che quella che stiamo aprendo non sia la porta dell’ultimo vagone.

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