Una Smart presidenziale non fa primavera

Smart_I_Facelift_front_20090919 Durante le giornate bollenti per l’elezione del Presidente della Repubblica, i giornalisti ci hanno informato che il premier Renzi sfrecciava da un luogo all’altro di Roma per incontrare i rappresentanti politici, su una Smart. Lo stesso Presidente della Repubblica Mattarella, appena eletto, si è recato alle Fosse Ardeatine, per un omaggio ai caduti, a bordo di una semplice Fiat Panda. Atti simbolici, una sorta di nuova sobrietà, in un momento di grande sofferenza economica del Paese , come ricordato anche nelle prime frasi del neopresidente. Peccato che per ciò che riguarda le auto blu, sappiamo da poco che non è stata effettuata la riduzione promessa dal governo, queste rimangono ad oggi ancora un numero elevatissimo. Inoltre abbiamo ancora nella mente le foto di Renzi, Marino, Delrio, grandi pedalatori sulle due ruote in veste di primi cittadini, ma temiamo che ciò non sia bastato a ridare fiducia, viste le scabrose indagini su Mafia Capitale e sulla ‘ndrangheta a Reggio Emilia e nella intera regione .Servirebbe davvero un gesto forte di riduzione significativa delle spese e degli assurdi privilegi  dei Parlamentari, fino ai membri delle Regioni e via via giù fino ai Comuni, oltre che ad una limpidezza assoluta nell’assegnazione degli appalti. La gente sta tirando veramente la cinghia e vorrebbe vedere, conti alla mano, che lo Stato è diventato effettivamente virtuoso, non basta l’immagine di un Presidente del Consiglio che viaggia in Smart. Nei paesi nordici sappiamo di alti rappresentanti delle Istituzioni che si recano nei propri uffici con mezzi pubblici, ma là anche le remunerazioni sono inferiori a quelle dei colleghi italiani. Il Presidente Mattarella, uomo notoriamente sobrio nei comportamenti e nello stile di vita, è diventato il nuovo inquilino della Reggia quirinalizia. Il Palazzo ha dei conti di manutenzione superiori a quelli di Buckigham Palace, auspichiamo che sappia mettervi mano e ridurli significativamente, offrendo altresì agli italiani la possibilità di ammirarlo in tutta la sua magnificenza, magari concedendo al pubblico la vista di un maggior numero di sale, che oggi sono ancora impedite ai visitatori.

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