Una Repubblica presidenziale

untitledSiamo finiti in una Repubblica Presidenziale senza accorgercene e senza che fosse modificata la Costituzione?

La domanda è legittima, dopo che il vuoto della politica ha esaltato il ruolo del Presidente Napolitano, che dapprima ha “imposto” alle forze politiche il governo Monti, poi è stato costretto a ricandidarsi.

Una sorta di richiamo in servizio, come fu per il generale De Gaulle, alla crisi della IV Repubblica Francese, per poi favorire la nascita del governo Letta, “imposto” alle stesse forze politiche che avevano sostenuto il governo Monti.

Certo Napolitano, per cultura ed età, non è né De Gaulle, né un presidenzialista, ciò non toglie che sia stato di fatto eletto contemporaneamente Presidente della Repubblica, del Consiglio e del Pd.

Questo è un fatto, così come è un fatto che l’ elezione del Capo dello Stato sia uscita dalle stanze ovattate del Parlamento, fino a coinvolgere le piazze virtuali e fisiche, in cui opposte tifoserie invocavano l’elezione, non del miglior Presidente, ma del più vicino alla loro fazione.

Insomma, per la prima volta nel Paese la gente si è mobilitata per “eleggere” il suo Presidente, in questo condizionando i grandi elettori: Marini “ucciso” perché votato anche da Berlusconi, Prodi osannato perché inviso al Cavaliere e Rodotà sostenuto perché elemento di rottura della comunità politica tradizionale.

Siamo passati dal Presidente di garanzia a quello della tifoseria, il passo successivo dovrebbe essere l’elezione diretta.

Siamo al punto in cui dobbiamo scegliere la nuova cornice istituzionale, presidenziale o parlamentare, la legge elettorale è un corollario di questa scelta.

Ora il presidenzialismo, tanto evocato dal centro-destra, esiste solo in Francia, tra i grandi Paesi nella maggior parte, abbiamo premierati forti, come in Spagna, Inghilterra, Olanda, Svezia, Paesi dove peraltro vige la monarchia, o come in Germania e Polonia.

Gli Italiani amano gli uomini della Provvidenza, ma il presidenzialismo non è sempre sinonimo di stabilità. Basti pensare che in Francia e negli Usa abbiamo spesso il fenomeno della coabitazione, cioè maggioranze parlamentari di orientamento diverso da quello del Presidente: accade ora ad Obama ed accadrà tra breve ad Hollande.

Non si tratta di cercare scorciatoie verso la stabilità, come rischia di essere l’ elezioni diretta del Presidente, ma di aggiornare la nostra Carta, scegliendo l’abito giusto. Proviamo a pensare come sarebbe stata diversa la situazione da poco vissuta, con il monocameralismo e con il potere di scioglimento nella mani del Premier .

Un presidenzialismo senza una rivoluzione di tutto l’assetto istituzionale, rischia di aumentare l’instabilità e le contrapposizioni. Per chi ama le personalizzazioni, si può sempre tornare alla monarchia, almeno avremmo un aumento delle vendite dei settimanali rosa.

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