Un reddito a immagine di Di Maio

Supponete di essere un trentenne figlio della piccola borghesia del sud, quella che si arrangia per campare, quella che vive facendo e ricevendo piccoli favori. Supponete di aver scaldato i banchi di scuola senza brillare particolarmente. Supponete di essere “saltati” dalla provincia alla grande città per fare l’università e abbiate cominciato a rimanere indietro con gli esami e comunque per campare un po’ meglio abbiate fatto piccoli lavoretti, mai manuali, perché con le mani non avete mai lavorato. E ora supponete di essere diventati ministro del lavoro e di varare una legge sul medesimo. Che legge potreste riuscire a pensare? Quella che nasce dalla vostra esperienza naturalmente, dove il lavoro, quello vero, quello che genera plusvalore (direbbe Carletto Marx), non vi ha mai sfiorato né per esperienza di famiglia né per esperienza personale. Fareste una legge che “aiuta” e con tanti codicilli per prolungare “l’aiutino” come avreste voluto per voi se non foste diventato ministro del lavoro. Ecco in soldoni la storia di Di Maio, del reddito di cittadinanza. Il resto  è  fuffa elettorale per galleggiare alle prossime europee, perché questa legge piacerà molto ai suoi simili, ma scontenterà molti elettori leghisti del nord e allora ecco presi due piccioni con una fava. Nel merito è una legge rabberciata nell’impianto da un Carneade che insegna all’università dell’Ohio per quanto poi ancora se quello che ha consigliato è la sua unica farina? Si dice che la legge riguarderà CINQUE MILIONI di italiani che saranno seguiti da dei navigator e che essendo insufficienti gli 8.000 esistenti dipendenti dei centri per l’impiego  se ne assumeranno altri 5.000. il che fa un totale, massimo di 13.000 e quindi ognuno di questi novelli Cristofori (Colombi oppure santi, perché il santo omonimo faceva di mestiere il traghettatore) avranno da guidare 5.000.000 diviso 13.000 uguale 385 persone contemporaneamente. Follia, ma nessuno sinora ha fatto questi conti, che è poi la prova di come la matematica sia in odio al 99% degli italiani, e non in sé, ma perché, soprattutto quella spicciola ci terrebbe lontani da bufale e imbrogli. Ma andiamo avanti con la legge, nessuno dice quali saranno gli impieghi possibili e soprattutto chi li addestrerà. Le industrie chiedono personale specializzato, ma in Italia ormai nessuno specializza più se non a livello teorico. I lavori pratici, dal tubista, al montatore di razzi interstellari, non te li insegna nessuno. Certo ci sono le scuole professionali, ma anche quelle ormai sono piene di professori di lettere, lingue e compagnia cantante e quindi non esce un saldatore pronto se non per caso o per passione personale. Perché ormai le scuole, tutte, sono fatte per dar lavoro ai professori, ai bidelli e alle imprese di pulizia e non per gli studenti. Difatti per ridurre l’abbandono scolastico si promuovono tutti, e da scuole si sono trasformate in luoghi di incontro, centri di socializzazione. Il divertente è che i soldi cominceranno ad essere distribuiti dall’inizio di aprile, giusto prima di andare a votare per le europee. Combinazione? Mah, a me che sono vecchio ricorda i pacchi di pasta e le scarpe destre che venivano date prima delle elezioni negli anni ‘50. Si farà tutto in grande spolvero e poi? Poi come si dice, chi rompe NON paga e neppure i cocci sono nostri.

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