Monti. Un Governo poco tecnico

Sul governo Monti piovono in continuazione critiche per la sostanza dei provvedimenti, con la maggioranza degli esperti convinti che la stretta fiscale non potrà che causare una spirale recessiva e che in sostanza la cura che ci viene proposta sia la peggiore possibile. Se però andate a parlare con un dirigente di una qualsiasi amministrazione Comunale sparsa per l’Italia, vi verrà raccontata una faccia dell’ultima manovra poco esplorata ma molto significativa.In una manovra ci sono sempre due aspetti. Il primo sono i titoli dei giornali, che riportano quanto i ministri di turno dicono nelle conferenze stampa e nei relativi comunicati. Il secondo sono i decreti attuativi, le circolari interpretative, le comunicazioni dell’Anci, in generale tutti i documenti per “addetti ai lavori” che dettagliano esattamente quanto e come verrà tagliato ai Comuni e su quali risorse potranno fare conto. Questi documenti sono essenziali per la programmazione economica e per la redazione dei bilanci degli enti pubblici.Questo governo tecnico è stato molto abile nell’aspetto comunicativo, perseguendo delle strategie che sembrano derivate dal marketing, come l’uso di chiamare per nome i decreti. Abbiamo avuto in sequenza il salva-Italia, il cresci-Italia e così via. Ma sul secondo aspetto, che sarebbe quello su cui un governo tecnico dovrebbe mostrare il meglio di se, c’è una latitanza preoccupante.Gli enti locali sono nell’incertezza più totale, con i dirigenti che allargano le braccia e riferiscono che tutte le informazioni che hanno derivano dalla lettura dei giornali. Non è per esempio noto quale sarà il gettito della nuova Imu per le casse dei Comuni, in quanto non sono noti i tagli ai trasferimenti verso gli enti locali che accompagneranno il già appurato trasferimento massiccio verso lo stato derivante dall’applicazione della nuova imposta. Per cui l’approvazione del bilancio di previsione 2012, prevista per legge entro il 31/12/2011, è stata generalmente rinviata e le amministrazioni sono state costrette all’esercizio provvisorio, in attesa di avere gli elementi su cui basare la costruzione di questo importante strumento. Durante l’esercizio provvisorio si può spendere ogni mese 1/12 di quanto a disposizione nel precedente bilancio, e naturalmente non si può impostare nessuna programmazione a medio-lungo termine. Se l’esercizio provvisorio dovesse prolungarsi nel tempo c’è la concreta possibilità di avere delle forti disfunzioni e un’ulteriore blocco dell’economia, per non parlare dei disagi ai cittadini che ne vedranno impattati i servizi del Comune.In sostanza sembra che questo governo “tecnico” sappia fare molto bene le attività politiche di marketing e comunicazione, ma trascuri un po’ quegli aspetti tecnici che a volte fanno la differenza fra un provvedimento buono e un altro deficitario. L’incertezza che ne deriva potrebbe causare ulteriori problemi ai cittadini, e amplificare ulteriormente l’effetto recessivo e depressivo della manovra.

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