Tutti quelli che…

erosTutti quelli che hanno avuto a che fare con la giustizia dicono che è ingiusta.

Tutti quelli che pagano le tasse dicono che son troppo alte.

Tutti quelli che utilizzano servizi pubblici se ne lamentano.

Tutti quelli che non vanno bene a scuola se ne fottono, ma i genitori si lamentano della durezza.

Tutti quelli che non hanno un lavoro lo chiedono, lo pretendono, ma al massimo a trenta chilometri da casa.

Tutti quelli che vanno a votare, da sempre cadono nei trappoloni di quei partiti che si sperticano nelle promesse e mantenere è un verbo che riguarda loro e i loro cari, o care, anche se viste le tariffe olgettine, siamo al superdiscount.

È chiaro che sto esagerando e tutti vuol dire la larghissima maggioranza, vale anche per i votanti. Ma è anche vero che democrazia non è solo diritti, ma in pari misura anche doveri. E questo già sarebbe una base. Padoa Schioppa diceva che le tasse sono una cosa bellissima, è vero se le pagassimo tutti (e qui il suo ragionamento faceva non solo grinze, ma rughe centenarie, visto che da lui dipendevano i controllori e l’organizzazione dei medesimi). Tutti o quasi, i pre e post ministri dell’economia o candidati tali, hanno preso quest’affermazione come una bestemmia economica. Strano perché anche loro hanno girato il mondo e visto tassazioni differenti e ritorno delle tasse in servizi. Tutti citano le tasse americane, una meraviglia, basse, eque, il paradiso insomma. Due domande ai suddetti laudatori, una per i più ricchi e l’altra per i meno:

1 disposti ad andare in galera per trent’anni per frode fiscale ? (capitò ad Al Capone)

2 disposti a vivere senza la certezza dell’assicurazione medica e pensionistica con i salari minimi ? (perché questo accade, se hai uno stipendio basso o ti paghi la pensione o ti paghi la mutua, tutte e due non ci stanno).

Perche tutti vogliono sempre pagare poco e non invece pagare di più e controllare come vengono spesi i soldi? Forse per una sfiducia nei controllori. Ma scusate, se i controllori li eleggiamo noi, perché non li scegliamo adeguati ? Forse perche da noi anche quelli che sono passati per padri della patria non credenti e liberali (Montanelli) invitavano ad andare a votare turandosi il naso. Ci istigavano ad usare il voto come pietre, ma pietre dell’Intifada, non come quelle che i romani (non de Roma, quelli dei Cesari) usarono per fare ponti, strade e templi che ancora adesso stanno in piedi, al contrario dei manufatti odierni. Ma è logico che ci sia differenza. Quei romani dicevano: homo faber fortunae suae. Quelli di ieri dicevano: a Fra’ che ‘tte serve. Quelli di oggi stanno muti, anche quando gli fai domande di storia e geografia da terza media. Ma son peggio dei sorci in dispensa: mangiano tutto, sporcano tutto e ci lasceranno solo quando non ci sarà più niente di utilizzabile. Se non fosse così, perché avremmo il Porcellum (figlio e padre di tutti, sì tutti anche M5S!) come legge elettorale? E poi parliamo di democrazia, ma per piacere !

Ricordiamo Gaber, quando parlava della libertà e capiremo, se vogliamo, sennò buon sonno, ma i sogni non verranno, saranno incubi e non ci sveglieremo neppure, perché non ci siamo mai addormentati.

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