Tutti giù per terra

girotondo1Il Banana il 26 si sentiva il re d’Italia, mica un Giorgio qualsiasi, no lui, Silvio I. Sì, perché il PD aveva vinto di un niente e non aveva la maggioranza al Senato.

Grillo aveva vinto non tanto abbastanza da governare, ma tanto abbastanza per spaventare i vecchi attrezzi inciucioni del PD. Bersani, che aveva sparacchiato contro la sua impresentabilità sarebbe venuto alla novella Canossa (Arcore?) e altro che cenere sulla testa!

Gli avrebbe fatto ingoiare rospi grandi come buoi. E lui doveva solo aspettare. Ma con l’adagio campa cavallo che l’erba cresce, ora pensa che non ha in mano l’asso di briscola, ma una scartina.

Sì, perché i vecchi babbioni del PD stanno defilati, Bersani si è intestardito con i grillini, ha fatto un colpaccio con la Boldrini e Grasso, Crocetta dà pessimi esempi in Sicilia , i giudici incalzano e le leggi fatte non bastano a tenerlo fuori, e quindi ha dovuto fare la prima mossa, quella che costa cara, ha dovuto annunciare la sua disponibilità per salvare l’Italia, si è inventato la pacificazione, ma si sente offeso.

Lui.

Lui la più bella del reame, ha preso un palo da un tamarro provinciale di un paese sfigato del piacentino.

E questo gli brucia tanto e forse più dei rimandati affari, e concordati provvedimenti personali e aziendali. Non è solo questo che si legge (PNL e dintorni, ma sono solo un dilettante) nel suo comportamento.

Ancora peggio lo si nota nelle sue portavoci (direi più amazzoni, perché per come usano italiano e logica, spero che almeno lo sappiano proteggere fisicamente) che da donne manifestano questo fastidio del: maccome io dichiaro la mia disponibilità e tu neppure mi c.!

Siamo alla fase di lei sulla porta di casa con la valigia in mano che dice: chiedimi scusa ora, o non mi vedi più! La risposta è già arrivata, ma si spera in re Giorgio (maledizione lui, sempre lui!) perchè faccia rinsavire lo zotico e faccia riemergere i bravi ragazzi, quelli che si sono imborsati bicamerali e scordato le concessioni delle reti, e il conseguente conflitto di interessi, e la perdurante ineleggibilità per non confondere controllato e controllore.

Speriamo, ma non perdiamo tempo, e quindi: scatenamento delle piazze, ma poi vediamo, perché si rischia di averci più gente che urla buffone, che settantenni permanentate.

Pretendere elezioni immediate, magari sul terrore scatenata dagli alleati (o ex) nel partito popolare (i tedeschi della Merkel) sul problema cipriota.

Scatenare sondaggi a gogò in cui si dice che siamo i primi e che gli altri stanno precipitando, perché si sa, agli italiani saltare sul carro dei vincitori piace.

Razzolare tutti, anche quelli che volevano fare i moderni e se non si convincono si caricherà, in qualche modo, anche quella cornacchia di Monti.

Spingere perché dall’altra parte NON ci sia Renzi, anzi sarebbe meglio cercare di farlo uscire, sarebbe vittoria certa.

L’Italia? Beh, di quella a parole ce ne siamo occupati, ma abbiamo detto che siamo i più bravi degli ultimi 150 anni e non uno di quegli sfigati di prima, come Mazzini o peggio, che se gli andò bene vissero in esilio (e nemmeno in villa come il povero Bettino, noi ci siamo piazzati ad Antigua e di stanze ce ne sono tante abbastanza per le novelle olgettine e ne avanzano ancora), se male, ebbero uno strano palco che si chiamava patibolo, sì è vero, poi ebbero un sacco di vie e piazze intitolate, ma noi siamo modesti e siamo per hic et nunc. Dell’Utri mi ha detto di dire così.

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