The lady is a tramp

B1-bruce Vecchio cavallo di battaglia di tutti i grandi crooner della canzone americana. Indimenticabile la versione di Sinatra. Bello il testo accattivante la musica. Letteralmente la traduzione è “la signora è una vagabonda”. Ed é la sintesi della corsa presidenziale americana. Infatti i probabili candidati saranno una signora e un “tramp”, perché, come sapete la sfumatura di pronuncia tra Trump e tramp è bastevolmente scarsa. Oddio, anche la signora non è che sia poco tramp. Giravolte e bocconi amari per fare quello che vuole (nella canzone il significato di vagabondo è questo) ne ha avuto in larghissima misura. Ma è cocciuta e forse avrà l’onore della prima presidenza femminile. Tutta da ridere questa democrazia americana che ha preferito privilegiare un nero islamico ad una donna. Perché poi tutti questi gran meriti Mr Obama non è che li abbia avuti. L’unico fu un budget, per la corsa alla Casa Bianca, esagerato, tale da pagare anche i debiti di Hillary a patto che si facesse da parte. Trovare meriti per l’altro Trump=tramp è come cercare l’uomo con la lampada di Diogene. L’unico forse è di aver capito la debolezza (iperbole) della politica americana e di aver osato lui contro quello che si è rivelato il vuoto atomico dell’establishment dei repubblicani. E qui siamo al vero punto. Esistono i partiti americani? E soprattutto hanno un programma? O piuttosto hanno tanti delegati al congresso che servono solo a votare quello che conviene alle major e alle lobby più potenti? E ancora, non è questo che in maniera strisciante sta avvenendo anche in Europa? Questo scenario non è nuovo. Fu denunciato circa 35 anni fa in Giappone, quando si resero conto che per arrivare ad essere eletti serviva un budget di 500 milioni delle vecchie lire e che quindi pochissimi potevano correre liberamente (o solo per difendere le ricchezze di famiglia). Non ci fu un grande scandalo, ma una deflazione micidiale da cui solo negli ultimi anni stanno lentissimamente uscendo e non ce l’avrebbero mai fatta senza i quantitative easing della FED e della BCE. Perché poi a questo portano le lobby: all’incancrenimento delle posizioni, alla morte della libera concorrenza, tout court del mercato. Lo stesso mercato di cui politici ed economisti si riempiono la bocca. Allora è chiaro che non possiamo aspettarci candidati seri, ma soltanto vagabondi.

 

 

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