Tar- tassati

bigstock_Law_School_2856177 Non passa giorno che qualche mezzo d’informazione non ci ammannisca una notizia su quante tasse paghiamo o su quanto qualcuno evade o su come qualcun altro prende mazzette.

Sono fiumi di denaro sottratti alla collettività. E chi è il guardiano della collettività ? In ultima istanza la politica. E la politica, tutta, sino ad oggi di concreto cosa ha fatto ? Niente.

Strano, in ogni periodo storico i reati che attaccavano il potere erano puniti in maniera esemplare. Oggi il vero potere è quello economico e quindi i reati economici dovrebbero essere quelli con le pene maggiori. Lo sono anche stati (i trent’anni ad Al Capone per frode fiscale), ma poi lentamente sono diventati i meno perseguiti, al massimo si pagano multe. Per una mela rubata ci si gioca la libertà (in tantissime parti del mondo), per un reato finanziario si pagano multe, ma si resta fuori galera. Eppure i reati finanziari sono quelli a maggior rischio di reiterazione e pertanto, secondo le norme mondiali, chi li compie dovrebbe essere isolato, in modo da non poterli ripetere.

Altra favola è che il reato finanziario abbia un’incidenza solo economica. Balle. Ad esempio se si corrompe qualcuno per costruire in maniera o luogo non adeguati, il rischio di disastri (e morti) è dietro l‘angolo, qui in Italia ne sappiamo qualcosa. Abbiamo visto condoni per case costruite nell’alveo di torrenti, o su terreni franosi. Ma qualcuno prima di chiedere o dare il condono si è posto il problema di un probabile crollo ? No. Poi quando accade, scatta la richiestadi solidarietà nazionale. Se qualcuno evade le tasse scolastiche e “ruba” borse di studio, priva qualcun altro, meritevole, di avere una chance nella vita. I politici fanno fatica a trovare qualche miliardo con finanziarie astruse, e poi confessano che in Italia la corruzione nel pubblico “vale” 60 miliardi. Con la metà metteremmo a posto i conti urgenti dello Stato. Per rompere una catena difficilmente servono le carezze. Se abbiamo abbattuto il terrorismo e limitato la mafia ci siamo dovuti ingoiare i pentiti. E quindi ci vorrebbero pene adeguate (rapida riforma del Codice) e ricompense (taglie) ai cacciatori di evasori e corrotti. Non sarebbe un ritorno alla delazione fascista o sovietica. Sarebbe il primo passo verso il costituire una coscienza civica, per cui i reati si denunciano e  la paura della denuncia impedisce che si commettano. In fondo non è quello che chiediamo ai commercianti in zone di mafia ? Di non pagare il pizzo ?

 Le altre chiacchiere stanno a zero, un politico o servitore dello Stato è più cittadino di me di fronte ad un giudice, perché la sua è la parola di un pubblico ufficiale, pertanto se mente, la pena dovrà essere diversa dalla mia. Negli USA, per molti culla della civiltà moderna, un poliziotto che ruba va a casa SENZA pensione per il totale del servizio maturato. Da noi un postino che ruba gli assegni, dopo aver pagato, viene reintegrato nelle sue mansioni. C’è qualcosa di perverso. Quasi la voglia di scardinare lo Stato dall’interno. Pensate alla bancarotta fraudolenta o al falso in bilancio, pensate quante piccole imprese falliscono per cose di questo genere, quanti drammi familiari ne conseguono. E quando leggerete che qualcuno, per aver perso il lavoro ha commesso una follia, pensate che magari il lavoro lo ha perso per uno di questi odiosi reati, ormai punibili con quattro soldi, che poi non si trovano, perché se uno fa una porcheria fa in modo di risultare nullatenente, con i soldi all’estero e con diritto al passaporto. Le nostre tasse sono tra le più alte del mondo e per questo non sono belle, perché la prevenzione e la deterrenza sono tra i più blandi. Il sistema opposto lo si aveva (ha ?) in Cina dove direttori di supermercati che rubavano erano condannati a morte (un colpo alla nuca), perché erano fiduciari dello Stato e con la maggior possibilità di farla franca. Casi limite, certo. Da condannare, sicuramente. Ma anche dire “se tu fossi al loro posto, non faresti come loro?” non mi pare una solida base su cui fondare uno Stato di diritto: lo Stato cioè che tutela i più deboli, che per definizione sono la stragrande maggioranza (può esistere uno Stato in cui i ladri sono PIU’ dei derubati ?).

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