Tangentopoli 20 anni dopo. Rubano più di prima

dipietrotangSono passati già vent’anni. Ma non è cambiato nulla da quel terremoto politico-giudiziario iniziato con l’arresto (17 fabbraio 1992) del “mariuolo” Mario Chiesa; arresto che ha portato l’Italia allo sconquasso, azzerato un ceto politico, costretto il governo Amato alle dimissioni e Scalfaro a varare il primo esecutivo “tecnico” nella storia della Repubblica (Ciampi presidente) inaugurandone un altro (peggiore).Morale: rubavano allora, rubano ancora oggi. Siamo al punto di partenza. “Anni perduti” ha ammesso mestamente l’altro giorno Ferruccio de Botoli, direttore del Corriere. In questi giorni celebriamo l’anniversario di un fallimento. Per fortuna senza strilli, senza copertine al neon. Queste le assorbono il no di Monti alle Olimpiadi di Roma 2020 e la sua standing ovation al Parlamento europeo ma anche lo show contro i preti di Celentano a Sanremo, il naufragio di Bersani a Genova (dopo Firenze, Milano, Napoli).

Non dunque come dieci anni fa quando la Sinistra innescò, nel gaudio celebrativo-etilico, manifestazioni di piazza, rievocazioni, libri, articoli, roventi polemiche, appelli. Lavorando (puntualmente) per la Destra. Come infatti spiegò il combattivo bimestre Micromega sostenendo che il primo vero beneficiario del terremoto provocato dal pool di Milano dal 1992 in poi è stato Silvio Berlusconi, l’Arcinemico. Ed infatti il Cavaliere è montato sveltamente in sella, i magistrati hanno perduto il consenso iniziale della folla, le vecchie abitudini corruttive sono tornate in auge. Mi diceva giorni fa un magistrato: “Oggi si ruba ovunque. In cielo, in mare, in terra”. Questa volta l’anniversario ha toni più soft mentre le cronache raccontano le gesta di gnam gnam Lusi ( l’ex tesoriere Pd, che ha intascato 13 milioni di rimborsi elettorali) ed altre disinvolture simili. Ci sono parecchi scandali in giro. Su una riva e sull’altra, persino nell’immacolata Umbra (nel mirino lo “zar” Orfeo Goracci, ex sindaco di Gubbio).

Qualche esempio: secondo i magistrati l’ex assessore ai Lavori Pubblici di Venezia, Lino Brentan, vecchio comunista e vecchio democratico, si sarebbe fatto dare dei soldi per favorire imprese amiche negli appalti (era a.d. dell’autostrada Venezia-Padova). Undici manager della Cit (Compagna Italiana del Turismo) avrebbero usato le centinaia di milioni che ricevevano per costruire villaggi turistici in Basilicata e Campania per regalarsi gioielli, auto, appartamenti con vista su San Pietro. Il senatore del Pdl, Riccardo Conti, ha guadagnato 18 milioni in un giorno comprando la mattina un appartamento a Fontana di Trevi per 26 milioni e rivendendolo il pomeriggio per 44,5 milioni (qui dovrebbe esserci anche la complicità dell’Enpap, cassa degli psicologi, prima proprietà dell’immobile). E tacci gli “imbarazzi” procurati da Penati.

La casa di Gianfranco a Montecarlo, i silenzi dell’ambizioso Pier e del segretario (Udc) Lorenzo Cesa sui soldini che l’imprenditore gola profonda Tommaso Di Lernia avrebbe destinato alla strana coppia per gli appalti Enav. Indimenticabile la difesa di Cesa, Leader Udc: “Non mi sembra che chi accusa sia Santa Maria Goretti”. Abbiamo la stessa corruzione di vent’anni fa, eppure non ci sono più il Cinghialone Bettino, la Dc di Belzebù, il Bunga Bunga di Silvio. In compenso il Paese annega tra disservizi, cialtronaggini, malaffare, concorsi truccati.

Ci sono meno soldi e più disoccupati. Come ha ricordato Marcello Veneziani. “Rispetto a vent’anni fa abbiamo l’euro, internet e i suoi parenti. Il resto zero”. Dopo vent’anni ci resta in mano un pugno di mosche. Siamo passati da Mani Pulite a Mani Vuote. Rigor Montis post-Obama (a proposito della sobria trasferta: zero titoli sulla stampa Usa, deliquio invece sulla stampa zerbina dello Stivale) ha davanti a sé una grande occasione: ripulire l’ambiente. Non solo spread, ma opere di ramazza.

Sennò addio crescita. In tutti i sensi.

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