Sull’uso politico dei referendum

comitato-referendum-acqua-pubblica 0In una delle ultime puntate di Ballarò, al segretario del Pd Bersani è stato chiesto di intervenire sulla questione dell’Alcoa.

L’interlocutore sosteneva che i politici devono dire la verità e cioè che sono finiti i soldi pubblici, questa volta sotto forma di incentivi per le aziende che non si reggono in piedi con le loro gambe.

Alcoa era finanziata dallo stato italiano e ha percepito solo per il periodo che va dal gennaio 2006 al novembre 2009, 556 milioni di euro sotto forma di rimborso.

Un dato parziale che non include il periodo 1996-2005. Il bilancio 2011 dell’Alcoa si è chiuso con 600 milioni di utili, ora si trasferisce in medio oriente grazie al minor costo dell’approvigionamento energetico. Bersani ha detto che, siccome in tutto il mondo l’alluminio è strategico (?), anche noi dobbiamo avere l’alluminio facendo capire che il problema è il costo dell’energia per produrre, che in Italia è di circa il 35% in più della media europea, spezzando una lancia a favore del solito aiuto di stato. A questo punto della discussione, sia che si parli di alluminio o di altro si invoca il piano di energia nazionale, che non esiste, e si finisce la discussione.

Bene, la finiamo noi; gli altri paesi hanno l’energia a costi bassi perché hanno il nucleare, il resto è contorno. Le aziende industriali chiudono, perché noi non abbiamo il nucleare.

Fare impresa in Italia ha costi maggiori del 35% rispetto ai concorrenti europei; la tassazione in Italia è maggiore e in Europa vendono i prodotti a finanziamento zero perché si finanziano a zero interessi. E non parliano della corruzione o dei tempi tecnici che servono in Italia per venire a capo di una causa civile, o del costo dei lavoratori, oberato da gabelle insostenibili.

Stessa identica questione per l’acqua; gli acquedotti meridionali perdono soldi ma il problema è stato politicizzato ed ora, a causa del solito referendum, non si può intervenire. Ma se gli acquedotti non funzionano perché pubblici, e perché gli amici del meridione ci si attaccano senza pagare, non è meglio darli in gestione ad un privato?

Il punto è che, negli altri paesi, i politici progettano soluzioni e impostano dei percorsi; da noi si trovano per spartirsi il malloppo pubblico. E fare demagogia.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.