Stupida-mente

io non faccio sbagli stupidi___ Si fa un gran parlare di Europa e di quello che bisogna ottenere, come dovrebbe essere, cosa dovrebbe diventare.

L’Europa come confederazione di stati è il classico esempio del predicare bene e razzolare male. Grandi e nobili padri fecero affermazioni da par loro, ma poi niente si tradusse in realtà. Perché gli stessi costruirono un gigante con i piedi di creta. Quando cominciò a prendere forma, quando si costruirono il Parlamento e la commissione si capì subito. Il primo non avrebbe contato nulla, la seconda sarebbe stata il cimitero degli elefanti di tutti i trombati nazionali e quindi strapagati e strariveriti per far minchiate a comando.

Andiamo avanti e arriviamo al WTO, al mercato globale. Non molti lo volevano, neppure in Europa, ma gli USA premevano e allora si diede il primo segnale forte dell’Europa : la moneta unica. Perfetto, ma ci siamo dimenticati di fare l’equivalente delle banche nazionali, quindi pochissimi margini di manovra autonomi.

Facendo l’euro avremmo dovuto armonizzare i regimi fiscali e quelli di spesa, ce ne siamo dimenticati tutti : al nord perché permetteva loro di consolidare l’ industria, al sud perché permetteva alla politica una vita da cicale. Risultato, ora de facto abbiamo due Europe e quella del nord pretende ordine dal sud.

Intanto il parlamento europeo, composto da quello che passano i conventi nazionali (e vi prego di andarvi a leggere i nomi degli italiani – pubblicati in calce), fanno leggi che devono essere recepite, ma con calma. Da noi la calma è tale che normalmente recepiamo negli ultimi sei mesi prima dell’obbligo (e allora non abbiamo strutture adeguate) o non recepiamo proprio (e paghiamo multe salatissime). Nessuno ha mai pensato di fare leggi e di “accompagnare” poi gli Stati nell’applicazione (tempi compresi) delle medesime. Neppure per gli investimenti a fondo perduto c’è una qualsivoglia forma di “sostegno” (se vedo che uno Stato non ne prende, mi preoccupo del perché e lo seguo da vicino, come un buon maestro). Quindi gli Stati ora inguaiati, cominciano a guaire, poi abbaieranno, poi verranno sbranati da diktat poco utili.

È così, anche la mancanza di una politica estera europea reale fa danni e morti. Li ha fatti nei Balcani negli anni ’90 e li sta facendo in Ucraina oggi. Sbraitare contro Putin è liberatorio, ma poco serio, lui i quattrini promessi li ha messi a disposizione, l’Europa ha illuso quella gente prima, ma alla prova del “portafoglio” si è dileguata, lasciando in mutande a morire quelli che le avevano creduto. Potremmo parlare anche di primavera araba, di Libano e di tutto il resto, dove il protagonismo di qualche stato membro è servito solo per fini elettorali, in spregio alla vita e alle aspettative di quella gente. Sarebbe ora di finirla, ritornare indietro è ormai anche solo tecnicamente impossibile, quindi andare avanti, almeno per calmierare gli slanci o gli sporchi calcoli dei paesi membri. Ricordatelo, ora che dovremmo andare a votare e guardate chi vi propongono, io posso solo dirvi chi ci abbiamo mandato l’ultima volta.

Cognome Partito Percentuale presenza a votazioni  Posizione
TREMATERRA* UDC/EPP

35,03

73

DE MITA UDC/EPP

57,09

72

PATRICIELLO PDL/EPP

58,46

71

MASTELLA UDE/EPP

59,07

70

ALFANO IDV/ALDE

62,2

69

COZZOLINO PD/S&D

64,42

68

ALLAM IAL/EFD

67,45

67

PALLONE PDL/EPP

68,43

66

VATTIMO IDV/ALDE

68,45

65

BARRACCIU* PD/S&D

69

64

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