Stranezze

42-17499720 Siamo sull’ottovolante della storia, in Crimea, dove alla metà dell’ottocento Cavour tessè i fili di una futura Italia, e sulla sua autodeterminazione soffiano venti gelidi. La Russia di Putin la vuole indietro, l’America di Obama la vuole parte dell’Ucraina. E l’Europa aspetta ordini dal secondo e teme le minacce del primo. Tutti parlano di libertà e di rispetto, nessuno del petrolio del territorio. Un po’ come tutte le volte che si tenta di esportare democrazia. Dove ? Dove c’è petrolio, naturalmente.

I mercati sono divertenti, se non giocassero con i nostri soldi o i nostri destini. In sequenza :

–          Il rublo è franato

–          Il dollaro anche

–          L’oro non schioda

–          L’euro è un gigante.

E allora non si capisce. Se ci fosse un vincitore annunciato, la sua moneta strapperebbe verso l’alto. L’unico sicuro NON vincitore è l’Europa e però la sua moneta è il bene rifugio.

Puzza di imbroglio. Già da un po’, per la verità, la moneta che si rafforza è quella di chi paga il conto che così, forse, sembra meno salato. Qui si parlava di ripresina e qualcosa si stava muovendo, ma se arriva un rincaro dell’energia tutto andrà a carte quarant’otto. E chi ci guadagnerà allora ? La Russia che ci fornisce gas e petrolio, l’America che indebolendo la nostra industria tenterà di stare a galla e tutti gli speculatori che fanno finta ora di nascondere la mano con cui hanno scagliato il sasso. E noi muti. Come tanti bravi e ubbidienti soldatini pronti a cadere sotto il piombo della nostra stupidità.

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