Sono sicuramente volgare

e952d53364337e545252d58d8e66c4e1Ma ne ho le palle piene.

Piene di tutte le minchiate dei dipendenti pubblici italiani. Che continuano impuniti a tenere il paese in ostaggio.

Sia che siano dipendenti della Camera e Senato, con stipendi da fuori di testa.

Sia che siano pensionati d’oro, che come cani rabbiosi si rifiutano di lasciare quattro spiccioli per la solidarietà.

Sia che guidino realtà industriali pubbliche che perdono milioni o miliardi come aziende, ma neanche un picciolo di stipendio o buonuscita.

Sia che stiano in consigli di amministrazioni di banche, magari con la bombola d’ossigeno, ma sempre lì a dettare legge a giovanotti di sessant’anni.

Ora ci si mettono anche quattro stronzi che dovrebbero tenere aperti i siti turistici e che, guarda caso, quando arriva la stagione di punta sono sott’organico, magari per “casuali” punte d’assenteismo (sicuramente certificato) e che poi i turisti vadano a casa cornuti e mazziati, a loro che fa ? Lo stipendio corre e domani è un altro giorno.

Se fossi Marino (neosindaco e professore) aprirei un’inchiesta per mancato servizio o interruzione di pubblico servizio e se qualcuno invocasse i sindacati, chiederei di regolarsi alla Camusso o alla Polverini.

E poi metterei in mobilità quella sezione per inaffidabilità e appalterei ad una cooperativa o ad un’azienda privata con un contratto a penale.

È ora di piantarla, di fare i pidocchi e i piagnoni.

È ora di lavorare (e ditelo a chi raccoglie pomodori in nero, che fare tenere aperti i siti archeologici è un lavoro), non rompere le palle e se non si è soddisfatti cambiare, andarsi a riciclare in altri posti dove le capacità sono riconosciute e pagate e non pretendere di essere pagati senza neppure avere la dignità di imparacchiare quattro parole straniere per fornire un servizio più decente.

No, solo pretese e magari anche corsi di lingue a cui non partecipare e senza un esame finale reale, che se poi non lo passi, ti trattengo dallo stipendio le ore impiegate.

Pezzenti. Ecco quello che sono questi signori sopracitati, assieme a tanti altri.

Che ci fanno perdere la faccia all’estero e fanno di noi delle macchiette.

Ma tant’è, cosa vogliamo farci, se il vicepresidente del Senato si attacca al colore della pelle di un ministro per strappare quattro applausi a degli accoliti che lo avrebbero applaudito anche se avesse detto che la terra è piatta? Come il suo encefalogramma.

Chè sennò avrebbe continuato a fare i danè nello studio dentistico di famiglia, che invece ha accolto la sua conversione alla politica come una liberazione.

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