Sò ragazzi!

 O forse ragazzacci. Se lo possono permettere? Per quello che hanno fatto quelli che li hanno preceduti sì, per le aspettative che molti avevano no. Naturalmente parlo di Salvini e Di Maio. Il primo “commenta” una sentenza della Corte di Cassazione dicendo che è un colpo di stato: il rubare i soldi dei rimborsi elettorali una ragazzata, il riaverli indietro un colpo di stato. Capisco che l’amore smodato verso Putin lo porti ad un’identificazione, ma deve ritornare sulla terra, almeno su quella di cui è ministro, si chiama Italia, ci sono delle leggi, una magistratura e non si può far finta di essere lo zar di Mosca:  le leggi e la Costituzione valgono ancora, e per tutti, anche per i ladri, a qualunque partito appartengano. Ma lui, a stare zitto proprio non ce la fa, e se aveva detto che i soldi erano stati spesi, per lui questo chiudeva il discorso, salvo poi lamentarsi, supponiamo, se qualcuno gli clonasse la carta di credito e andasse a caviale e champagne. Forse per questo non usa la sua quando ostriche e champagne li consuma in cene discrete con Marina (Le Pen). Ma questa magari è una fake. O forse no. Comunque il conto non era sproporzionato: 400 euro a testa. Prezzo di una cena media per parlamentari europei. Che comunque sono pagati indipendentemente dalla frequentazione delle aule strasburghesi, anche quando si parlava di migranti e di cose su cui ora ci si spreme i polmoni.

Lo minor corno della fiamma moderna (Di Maio), per rispondere a Boeri, di cui evidentemente non piacevano le interpretazioni dei dati, non trova niente di meglio che ricordare che “comunque nel 2019 (Boeri) scade”. A parte il fatto che Boeri non è uno yogurt e quindi non può scadere, ma al limite è il suo mandato che scade, quello che fa correre un brividino  nella schiena è l’uso del linguaggio: che, absit iniuria verbis, sembra un pò tanto mafioso. Perchè se uno non è d ‘accordo con quello che pensa un altro, quell’uno che bisogno ha di ricordare per quanto tempo il suo antagonista potrà parlare da quel pulpito, soprattutto se su quel pulpito è la politica che decide chi ci sale. Un brutto scivolone, una fiatata che sa di acido, un avvertimento a tutti quelli che sono in scadenza e che a questo punto devono sentirsi scaduti a meno di nuovi giuramenti e d’altronde se si sta col Carroccio che fa giurare a Pontida, anche dall’altra parte si pretende fedeltà in atti, parole e opere.

Torno a dire prima abbiamo visto quasi tutte le peggio cose, ora queste non sono cose terribili, sono da ascriversi (almeno me lo auguro) all’irruenza di chi si trova a governare quasi più per la spinta altrui che per la propria voglia. Hanno deciso di salvare l’Italia e ora vorrebbero la briglia un po’ più sciolta: e ci sta, ma la briglia resta.

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