Sicurezza e percezione di insicurezza

 Il sindaco inesistente di Reggio Emilia, Luca Vecchi, si erge al livello di sindaco dimezzato e fa chiudere i cancelli della città clandestina, annidata nei capannoni di via Agosti. Linea dura con i clandestini, dopo la botta elettorale? Calma, siamo nella Città delle persone, dove l’ insicurezza è una percezione, smentita da tutti i dati. Quindi i residenti nel ghetto si faranno un bel percorso con il mondo del terzo settore, cioè quel mondo di cooperative che ha sistemato i propri bilanci con i soldi dell’accoglienza e con l’arrivo dei migranti, poi verrà loro trovata una sistemazione dignitosa. Una pagina da libro cuore, senza che nessuno si chieda cosa hanno fatto per anni persone prive di documenti, di un lavoro, di un permesso di soggiorno, ma non di coltelli che hanno portato anche ad un ferito. Il tutto senza che nessuno si accorgesse di nulla. Del resto nessuno si era accorto che a Reggio c’ era la ‘ndrangheta, certamente non il sindaco e la moglie Maria Sergio, pronti a querelare i tre pentiti che li tirano in ballo sostenendo di aver ricevuto richieste di voti per il sindaco e di averli dati. Noi non crediamo sia vero, anche perché dicono di aver votato anche per la Spaggiari e Delrio, oltre che per la destra, ma se a Reggio la mafia non esiste, non può aver votato e poi solo per un politico di un centro- destra irrilevante. Se tutto va bene, allora perché il vento della paura ha soffiato forte anche da noi e ha ingrossato le vele della Lega e dei 5 Stelle? Vediamo di mettere insieme alcuni concetti: l’insicurezza e la paura sono il risultato di un insieme di cose, che producono un vivere ogni giorno più difficile. Il precariato di figli e nipoti, la perdita del lavoro, la difficoltà di accedere alle cure mediche senza pagare, una burocrazia inefficiente e diciamolo, un po’ ottusa, il degrado dei quartieri e pure delle relazioni sociali. Su questo insieme si innesta l’insicurezza creata dai reati, soprattutto quelli piccoli, come borseggi, furti in appartamenti, molti dei quali non vengono neppure denunciati, visto che per il 90% restano impuniti e quindi il miglioramento delle statistiche non li rileva. Vi sono poi i comportamenti che determinano allarme: gli immigrati che chiedono un piccolo pizzo nei parcheggi, con toni anche bruschi e che inducono molti a pagare per timori di danni al mezzo, le piazze e i parchi, dove al calare del buio si concentrano gruppi di persone, per lo più stranieri e dove regnano lo spaccio e la prostituzione. Chi li attraversa si sente in prestito, percepisce bene che un gesto o una parola di troppo, potrebbe portare conseguenze gravi, pure questa insicurezza quotidiana non rientra nelle statistiche. Ora tutto questo, anche se pare incredibile, accade quotidianamente pure a Reggio, una città dove il buio di notte è sempre più buio, dove gira meno denaro e meno speranza e di tutto questo il partito di governo e i suoi amministratori, portano grandi responsabilità. il fallimento di numerose e grandi cooperative, dirette dal solito circuito di dirigenti che passano dalla cooperazione alla politica e viceversa, hanno creato disoccupazione e perdite finanziarie, se vuoi essere visitato in ospedale, devi attendere molto, se paghi ti vedono subito e le tariffe non sono popolari, certi quartieri di notte sono fuori controllo o meglio controllati dallo spaccio e dalla prostituzione. Non solo sono state ignorate le mafie nazionali, ma pure quelle straniere, come la cinese e la nigeriana. Tutto per reggere una narrazione da libro cuore: la città degli asili più belli del mondo, ma così cari che le famiglie non possono accedervi.  Sapere tutto questo, non ti rende certo più sicuro, anche se non rientra nelle statistiche. Nelle statistiche  purtroppo rientra invece il fatto che dal 25 al 50% di molti reati sono commessi da stranieri, per lo più extracomunitari, dalle statistiche risulta che il 50% dei detenuti nel carcere di Reggio Emilia sono stranieri, ma sempre dalle statistiche sappiamo che gli stranieri in Italia sono poco sopra l’8%. Poiché la maggior parte di loro sono persone per bene, il problema diventa serio anche dal punto di vista statistico.  E’ per questo negare l’evidenza, che la narrazione del Pd non buca, anzi sembra una presa per i fondelli.  Abbiamo bisogno di immigrati, ma dovremmo sapere quali e quante professionalità ci servono, oggi abbiamo arrivi random di disperati, che solo per essere inseriti nel tessuto economico sociale, necessiterebbero di dieci anni di formazione. Nel mentre questo flusso modifica le classi scolastiche, le liste delle case pubbliche, l’accesso ai servizi gratuiti, a danno dei ceti più deboli, i ricchi possono cambiare quartiere, cambiare scuola, rivolgersi alla sanità privata. Sarà per questa ragione che il Pd vince nei quartieri ricchi, tra chi come immigrati conosce solo i propri domestici filippini, del resto essere ricchi in una società che si impoverisce vuol dire accrescere il proprio potere di acquisto, chi si impoverisce vende i suoi beni per mantenere il livello di vita e molti lavoratori disponibili significano salari più bassi e meno diritti. Ci vorrebbe più sindacato, ma qui tutto si tiene, pure quello non è immune dal sistema di porte girevoli e se non tace, parla sotto voce. Come sotto silenzio passano i buchi degli amministratori pubblici, il fallimento delle Fiere di Reggio, come il buco di Encor a Correggio. Forse se il Pd è ormai un accrocchio di potere, dove la politica è inesistente, allora il sindaco Vecchi è perfetto a rappresentare plasticamente questo vuoto.

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