Sicurezza è democrazia

 Democrazia e sicurezza viaggiano di pari passo, nella democrazia i cittadini affidano allo Stato la difesa dei loro beni e della loro persona e rinunciano a difendersi da soli, è un patto chiaro che si regge su di una linea sottile che, ove presenti troppi buchi, minaccia il vivere civile, cioè una delle basi della democrazia. In Italia abbiamo moltissimi furti e il 97% rimane impunito, in realtà i furti sono molti di più di quelli denunciati, perché per piccoli reati ormai la denuncia non viene neppure fatta, se non ci sono di mezzo recupero di documenti o assicurazioni, con il 97% di impuniti, anche il più stupido capisce che è tutto inutile. Al danno si unisce la consapevolezza che lo Stato non onora il suo patto e che la linea sottile non è più presidiata. Poi ci sono i delitti contro la persona, lo spaccio, le mafie ecc…e non è che le cose vadano molto meglio, magari i colpevoli vengono presi, poi subito rilasciati, infine scompaiono. Non solo non vengono presi, ma non esiste neppure la certezza della pena, a Torino uno stupro è andato in prescrizione dopo vent’ anni e i giudici hanno chiesto scusa, ma avrebbero dovuto essere rimossi, in un altro caso la sentenza è arrivata dopo diciassette anni, ma l’autore, un extracomunitario, si era già autoespulso e quindi reso irraggiungibile. Anche in caso di condanna, il sistema premiale italiano li fa uscire in fretta, con il rito abbreviato un omicida comincia ad avere i benefici di legge dopo dieci anni. Diciamo subito alcune cose politicamente scorrette. 1- La sinistra ritiene che l’insicurezza siano “tutte balle” per usare una infelice espressione del ministro Delrio, quando era sindaco di Reggio Emilia, infatti minimizzare e ignorare il problema  impedisce una seria riforma dei sistemi premiali. In carcere ci vanno quelli in attesa di giudizio, ma non vi restano i condannati. 2- Inutile negare che gli immigrati commettono un numero di reati elevatissimo, rispetto al loro numero, nessuno vuole negare le politiche di inclusione e il loro importante ruolo, resta il fatto che non c’è un contrasto serio a chi delinque e ciò nuoce anche agli immigrati onesti. 3- Le espulsioni sono una presa per i fondelli, ci si limita a consegnare un foglio e ad invitare il soggetto ad autoespellersi. 4- Molti benpensanti che conoscono come extracomunitari solo i loro domestici filippini, dicono che non si possono rimpatriare gli immigrati irregolari o che delinquono, perché non esistono gli Stati da cui provengono. E’ una balla, la Romania è nella comunità, la Tunisia, il Marocco, l’Egitto esistono, il 20% di chi sbarca è composto da nigeriani e la Nigeria esiste, visto che è un paese con cui facciamo affari, pure la Cina mi pare che esista. 5- Si invocano più poliziotti, è una balla: siamo il Paese che ha più poliziotti e polizie, il problema è che devono stare per strada, essere ben addestrati e avere più poteri. 6- Abbiamo troppe leggi e troppo discrezionali, il che consente ai magistrati di fare sentenze appunto discrezionali, agli avvocati di raggiungere le prescrizioni, che andrebbero abolite, almeno dopo il primo grado, come andrebbero aboliti i ricorsi delle Procure dopo una assoluzione, in dubio pro reo. 6- La mancanza di carceri giustifica indulti e amnistie, di cui beneficiano principalmente gli autori di reati ad alto impatto sociale, se esiste il diritto allo studio e alla salute, deve esistere anche quello alla sicurezza e allora si costruiscano carceri. Detto ciò, non mi stupisco che qualcuno pensi di difendersi da solo e che la gente lo consideri un eroe, anziché un pazzo, quando un extracomunitario ubriaco (varrebbe anche per un italiano) investe uccidendole tre ragazze e evade dall’ospedale dove il giudice ha ritenuto inutile farlo piantonare e la famiglia non ha diritto neppure al ristoro economico, visto che non aveva l’assicurazione.Siamo sicuri che i familiari avrebbero completamente torto a farsi giustizia da soli e non stiamo parlando di autodifesa? Non ho armi, né riuscirei ad avere un morto sulla coscienza, fosse pure un bastardo, ma non mi sento di condannare chi si arma, quando il primo a rompere il patto è lo Stato. A che serve la democrazia, se non hai la sicurezza di vivere, di lavorare, di muoverti liberamente? In queste condizioni ad essere “tutte balle” sono le chiacchiere sulla convivenza civile, l’integrazione e i diritti.

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