Si fa presto a dire sviluppo

 SviluppoWeb2Quando si parla di sviluppo è importante capire bene di cosa si sta parlano.

Dall’inizio del 900 in pratica abbiamo sviluppato molto la tecnologia e pochissimo gli altri saperi (scienza, arte, ecc..).

Questo formidabile sviluppo tecnologico ci ha permesso di accumulare una quantitàdi dati impressionanti, la cui analisi probabilmente porterà a importanti, se non rivoluzionarie, scoperte.

Ma ci ha lasciato anche altre eredità che sarebbe bene non sottovalutare.

Un abbattimento dei costi di produzione, in gran parte dovuto alla sostituzione del lavoro umano con quello svolto dalle macchine.

Conseguenza di questo minor costo è stata un’invasione di merci e quindi, a parità di remunerazione, un notevole incremento del benessere soggettivo. Attenzione: soggettivo. Ovvero quel benessere che mi deriva dalla soddisfazione di bisogni personali, reali o indotti. Certo anche la medicina ha fatto grandi passi in avanti, e l’aspettativa di vita in maniera conseguente, ma poi, se si va a guardare, anche i costi di spesa sociale e medica si sono dilatati, per cui moltissimo si può fare, ma con costi individuali sempre maggiori.

La conseguenza di quello che ho detto ha portato ad una drastica riduzione della forza lavoro, prima nell’agricoltura e poi nell’industria.

Il tutto sino ad ora è stato compensato con un aumento dell’impiego nei servizi, ma questa è una falsa soluzione, pertanto una parte del mondo sta vivendo ben al di sopra delle sue possibilità e un’altra molto al di sotto. Diciamo che la forbice ormai si è allargata al massimo.

Il momento è molto delicato, e si impongono decisioni importanti per progettare la società/mondo che verrà. Ma siccome lo sviluppo filosofico, sociale e interrelazionale è molto arretrato, si stanno affrontando queste scelte non in maniera associativa/positiva, ma dissociativa/negativa. In poche parole, con il mai perduto motto del” mors tua,” vita mea” .

Si dovrebbero cercare di attenuare progressivamente le differenze tra i popoli, invece con la religione, si rimarcano differenze per contrapporli. Si parla di democrazia esportata, prima che di soddisfazione della fame.

Ci si attacca alle vecchie fonti energetiche come se chi se le accaparra potrà vivere per sempre.

Non si fa un serio piano per l’acqua, che è il problema principee lo si dice dagli anni ’60 Si continuano a propinare possibili consumi alle persone per “attrarle” nella propria orbita. La cosa si fa seria, ma paradossalmente solo per noi uomini, per la terra e tutto l’ecosistema, sarà solo una delle tante transizioni/mutazioni. Alla fine tra qualche milione di anni (per il pianeta terra è un tempo normale) ci sarà un altro equilibrio/scenario.

Si può fare qualcosa? Non lo so. E forse non mi interessa neppure saperlo. Riprenderò Desmon Morris e rileggerò la storia della scimmia nuda (l’uomo) e stavolta forse riuscirò a capire perché tra quasi duemila tipi di scimmie, solo una perse completamente il pelo.

Nel frattempo coltiverò i miei vizi e il mio buon Dio mi scuserà se mi allargo un po’ e trovo il Pentateuco una favola per pastori ignoranti.

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