Sette anni di “vacche”

vaccaMagre o grasse ?

Comunque sempre di sette anni si parla.

E nessuno mi sa dire se i sette anni, pro tempore, affibbiati dai giudici a Berlusconi Silvio, in arte Banana (e non certo per il ciuffo), sono appunto di vacche magre o di vacche grasse

per la Repubblica Italiana. Dalle prime reazioni, a loro modo equivalenti, del PD e del PDL direi che la certezza è che siano anni di vacche e, sia ben chiaro, non mi riferisco alle signore o signorine onorevoli, che anzi, hanno tenuto un comportamento in linea con quanto sino ad ora avevano saputo esprimere, non hanno deflesso di un millimetro dalla linea di compostezza che sino ad ora leha contraddistinte e di cui meniamo gran vanto. No, in questo caso mi riferisco ai signori onorevoli, che, indistintamente dal sesso, hanno tenuto una linea di fermezza invidiabile. Infatti i proclami aventiniani sono stati prontamente attuati e le feste nelle ville dell’Aventino e d’altra parte avendo la vista sul Circo Massimo e l’Anfiteatro Flavio, ben si addice al generone altolocato. L’opposizione, attualmente allineata, si è data un contegno legalista e se scappa qualche sorrisetto ci pensa quel buontempone di ri-Letta a richiamare a più sobri atteggiamenti, chè presto dovranno “sfollare” le carceri e che questo lo dovranno fare tutti insieme e quindi se gli scappa da ridere oggi, si spanceranno davanti ai loro elettori domani, o no ?

Nel frattempo le vere vacche (noi) stiamo raggiungendo i sette anni di annunciata (forse non da tutti, anzi quasi da nessuno) magrezza. Dalla seconda metà del 2008, inizio formale della crisi, sono passati cinque anni che ci hanno messo in mutande e non solo perché andiamo contro l’estate, ne restano ancora due, ma noi resteremo?

Alcuni sicuramente, quelli che da brune alpine sono diventate vacche svizzere o olandesi da latte, gli altri sono in coda per il macello e se la fila si allunga non è che chi c’è già può pensare di cedere il passo. Ma noi in fondo, solo di questo siamo buoni: di passare la mano, mai di vedere e figuriamoci rilanciare, e se proprio non vogliamo che siano anni di vacche, al massimo ripiegheremo sui bovi, tanto cari alle anime candide (Pascoli) e agli automobilisti incazzosi. Ma ormai anche quell’esposizioni di dita sono in disuso, ormai solo i vecchi fanno le corna. I vecchi appunto come il Berlusconi Silvio a cui tutti vogliono bene e che poi lasciano solo nei fatti in mezzo ad assordanti e sperticate lodi. A noi, di qui in basso, al massimo, non il circo, ma la cloaca, vediamo e lì stiamo e da sotto cerchiamo di capire, mentre con veloci passi vanno agli usuali baccanali, se sono vacche e di che tipo sono. Strana gente quella italica, che essendo nella cloaca sino al collo, o un po’ più su, si ostina a incuriosirsi su  inutilità e futilità, che, voglio segnalare, fanno vendere 15 milioni di copie l’anno di settimanali gossippari . E poi dicono che in Italia non si legge. Maldicenti, anzi : CORNUTI !

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