Se conosci il nemico lo batterai.

arte della guerraLa storia mi è sempre piaciuta e da tecnico, la storia dell’evoluzioni delle armi mi ha fatto capire tanti casi che sui libri parevano incomprensibili. Un’altra cosa curiosa è come mai si conosce molto dei grandi sconfitti e poco dei loro vincitori. Forse è un vecchio retaggio romantico, molti hanno pianto per Ettore, quasi nessuno per Achille. Ma tornando a vinti e vincitori, quasi sempre, se si gratta la crosta, si trova un denominatore comune, i vincitori, avevano molto studiato i vinti e per così dire li avevano copiati, ma al meglio : reinterpretandoli. Un caso tra tanti : Wellington e Napoleone. Tutta questa tirata per introdurre il seguente concetto : il Professore, a capo di una squadra i tecnici formidabili, non ha studiato molto gli avversari, a mio modesto parere, e ha preferito dettare le regole del gioco. Partita pericolosa; se gli va bene siamo tutti contenti, se no rischiamo di andare a fondo, tutto perché non vedo (un mio limite ?) uno studio serio sulle alternative possibili (di solito definite piano B). Gran battage mediatico che neanche i predecessori, dichiarazioni avventate, in qualche caso insostenibili. Poca incisività sui partners europei. E qui veniamo al secondo tasto dolente. Sarkozy è in piena campagna elettorale. La Merkel anche, con in più la grana che i liberali sempre in bilico sul 5%, e quindi a rischio di rappresentanza parlamentare, hanno deciso di erodere consensi battendo la strada dell’euroscetticismo. E qui da noi ? Mah non è ben chiaro, Berlusconi avvelena i pozzi con dichiarazioni maliziose. Bersani si sta giocando l’osso del collo e già alcuni dei “suoi” cominciano a smarcarsi. Di Pietro come sempre pensa al fieno in cascina e se ne frega di tutto. Casini era convinto di aver vinto il jackpot, ma si sta risvegliando e quindi congiura anche contro se stesso. La Lega poi contando sulla nostra smemoratezza gioca a duri e puri e, buttato giù il banano dal cavallo, ha impugnato la bandiera dell’anticumunismo total E poi c’è il nuovo partito, quello di chi non vuole perdere, i peones parlamentari. Un partito che vale un terzo delle nostre camere, uno schieramento trasversale pronto a negoziare tutto con tutti e a impallinare chiunque. Ma il professore è troppo intelligente per non aver letto tutto ciò e, soprattutto il suo mentore, Napoletano, ha navigato quei mari insidiosi, sempre sapendo come non affondare mai. Ha perso per una vita, da quando non fu eletto segretario del PCI negli anni settanta, e stranamente è Presidente della Repubblica Italiana. Stranamente ?! Però questo è un vecchio e pericoloso modo di fare. Altre volte da questi scontri fatti di trappole ed imboscate nacquero mostri di cui ancora oggi aspettiamo di conoscere le facce, ma disgraziatamente non i loro atti : Banca nazionale dell’Agricoltura, Brescia, Italicus, Ustica, Bologna, e troppi altri. Non voglio sembrare apocalittico, ma quando tutti si fanno i propri e nessuno li dichiara in pubblico (democrazia), comincia una vecchia storia di apparentamnti, patti segreti, tradimenti, tutto il ciarpame dei servizi e delle varie P2,3,4 che da sempre ci accompagnano come le iene fanno con i bufali malati.

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