Scampagnate

2542366_15_bRe Giorgio passerà alla storia anche per la sua mania di collezionare saggi. Nelle altre nazioni si cercano competenti, efficienti, intraprendenti, sapienti. Da noi no: saggi.

Il che non esclude che abbiano anche le caratteristiche richieste altrove, ma neppure lo implica. Da noi si predilige la figura storica, omnicomprensiva, ma poi, i saggi sono proprio saggi o lo sono solo di nomina?

Questa domanda mi sorge spontanea, perché quasi tutti appartengono alla politica della fine della Prima Repubblica o sono stati grandi boiardi della pubblica amministrazione. Ora vado a memoria, ma non mi paiono due appartenenze che garantiscano tutta questa saggezza, contengono molto inciucio e molta corruzione, questo sì, ma saggezza poca. Forse loro sono le mosche bianche, ma che li abbia scelti un signore che di bianco, nel senso della mosca, non abbia poi molto, anche questo mi rassicura poco. E poi ancora : hanno lavorato, e alcuni si sgolano a dire gratis, come se la saggezza fosse a pagamento e non patrimonio della nazione, e anzi fanno di conto di quanto ci hanno rimesso, ma questo è pidocchieria e con la saggezza ha poco a che fare. Ora hanno finito e devono distillare il succo del loro lavoro. È un momento alto che richiede concentrazione e nessuna distrazione.

Bene, hanno scelto ( e non mi si venga a dire che gli è stato “imposto”) di farlo in un albergo quattro stelle con centro benessere in riva al mare. Sono stati tre giorni e poi tutti a casa a coltivare il loro orticello, consci di aver cambiato la faccia del Paese. O forse solo la loro, per essersi abbronzati un po’, o per qualche bagno turco dimagrante o qualche stuzzicante vinello da abbinare a pesce (fresco) o agnello maiellano. Potevano tirare le conclusioni a Roma e poi chiedere una riposante tre giorni per salutarsi e stare insieme, liberi dai gravami dell’incarico, come si conviene, sarebbe stata una scampagnata accettabile, quasi dovuta.

Ma no, la loro saggezza arriva solo al mascheramento di una vacanziella (con familiari e collaboratori al seguito) con la necessità di trarre conclusioni. Quali? Che i tramonti sono splendidi? Che navigar mi è dolce in questo mare? Che le citazioni latine e greche si possono sprecare a tavola tra una spigola e due costine impanate? Che finche c’è Giorgetto nostro, forse qualcuno di noi, emerito per maggior saggezza, potrebbe anche finire al Senato a vita, o in qualche corte giudiziaria o  costituzionale di nomina presidenziale?

Che la  vita non è poi così male se hai una pensione di 8-10.000 euro netti al mese e in più se sei un trombato politico ti rimettono in sella come saggio. De chè? Direbbero a Roma, ma a loro che gli frega, mica a Roma sono, no, in vacanza.

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