Santi, poeti, marinai e …concertisti

 Bandiere-sindacatiSì, noi italiani questo siamo.

Per tre quarti per vetusta tradizione.

L’ultimo quarto è quello che frutterà probabilmente il Nobel dell’ovvio al Prof (da noi se non sei prof, sei dottò, oppure nessuno). La signora in giallo (non la Fletcher, ma la Susanna) si è risentita assai.

Sì, perché se non ci fosse la concertazione, qualcuno dovrebbe spiegarmi perché le Province non sono state osteggiate dai sindacati, che vedevano così svanire i quattrini da destinare magari alla ricerca, magari alla scuola, e lo potevano fare senza morti e feriti, già nel settanta quando furono istituite le Regioni e si assunse tanto.

Poi il premier spagnolo annuncia, fra l’altro, che taglierà del 30% i consiglieri comunali e sarà legge ad effetto immediato. Qui da noi in Sicilia si aumentano gli organici comunali e regionali, ma la bionda (non Marilyn) non porta in piazza nessuno, e dico lei per non parlare di quegli altri due di cui ci si ricorda solo l’accuratezza del baffo e la pochezza delle affermazioni. Il concerto è andato avanti per mille canali, fra i tanti la riduzione del personale delle Ferrovie dello Stato degli anni ottanta, erano 200.000, e troppi con la tessera PSI, un requisito obbligatorio per l’”ingresso”.

Nacque lo scivolo, in altre parole i prepensionamenti a carico nostro, ci ritrovammo decine di migliaia di cinquantenni a casa pagati. Chissà se allora la cara Susanna aveva ancora la stessa tessera. Certo gli altri non sono stati a guardare e per fare tessere hanno fatto in modo che gli stipendi del pubblico abbiano di gran lunga sorpassato quelli del privato.

D’altra parte se a discutere intorno ad un tavolo ci sono politici e politici, con tutta la rappresentanza parlamentare, come si fa a non mettersi d’accordo sugli aumenti salariali? Per essere democratici, abbiamo preso un sindacato di quattro gatti (UGL), o meglio la sua segretaria, la Polverini, l’abbiamo inchiodata ad una sedia, puntandole contro una telecamera e dopo quattro anni di cura, anche lei, nonostante un curioso italiano e comportamenti non proprio regali, siamo riusciti a farla atterrare su congrua poltrona.

Bene, conoscevo i cantautori, dei cantanti ho in genere disistima, ora sono tranquillo, anche per la parte seria, musica classica, siamo ben rappresentati. Peccato che il pubblico pagante insista a voler acquistare il biglietto.

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