Salvini e il vecchio che non cede

Ho visto il video della conferenza stampa del centrodestra dopo l’incontro con il capo dello stato e, vi confesso, mi sono venuti i brividi. Poi ho letto i commenti sui giornali e, allora mi sono venuti i sudori freddi. Da capo: escono Meloni, Salvini e Berlusconi. Quest’ultimo si butta sui microfoni e spiega ai presenti che devono ascoltare parola per parola quello che dirà Salvini. Ora non è che chi va ad una conferenza stampa di quella portata ascolti  a tratti. Poi Salvini legge il comunicato e Silvio fa quello che sa fare meglio: la scimmia. Tutto una mimica, un gesticolare, insomma una scortesia totale nei confronti di chi parla. Anche qui nè i giornalisti nè Salvini lo hanno rimesso in riga. Alla fine spintona gli altri due via dai microfoni e fa una tirata semidemenziale. Il giorno dopo gli alpini da pantofole (i giornalisti per via della penna e della poca voglia di faticare) tutti a parlare di come il Banana abbia rubato la scena a Matteo, a nessuno è venuto in mente di dire che era un comportamento infantile, tipico di una senescenza mal digerita e portata con nessuna dignità. Pensateci. Chi lo ha visto all’estero (sicuramente tutti gli entourage dei capi di stato) ora si sta chiedendo come accidenti possa rapportarsi a un governo italiano con dentro un guitto un pò rinco. Non ho mai amato il soggetto in questione, anzi lo reputo uno degli artefici maggiori della situazione economica, ma soprattutto morale di questo paese, ma quando è troppo è troppo. Che nessuno, ancora oggi non si azzardi mai, in diretta a dirgli quello che si merita mi pare sinceramente squallido. Perché poi non è che il vecchietto vada tanto per il sottile. Infatti, in campagna elettorale, dopo aver ordinato ai suoi “giornalisti” di buttarla in caciara, visti i risultati ora li sta cacciando a pedate nel culo: da Belpietro a Del Debbio a Giordano. Il vecchietto perde il pelo (rimpiazzato dalla plastica) ma non il vizio (editto bulgaro), ma la categoria (giornalisti –si fa per dire) non fa una piega e invece di fargliela pagare lo incensa: gli riconosce di aver “rubato la scena a Salvini”. Ma potrebbe costargli caro, perchè se il Matteo verde, invece di pensare agli incontri con la Le Pen, si concentra sul fatto che fuori il Berlusca, FI è allo sbando e che comunque a lui non conviene caricarsi il vecchietto che non accetterà MAI di essere secondo e di non fare sgambetti, allora forse si convince a “salvare” l’Italia e a lasciare sor Marionetta a giocare da solo. Se lui cambia il tavolo e concorda un programma minimo o anche solo la legge elettorale e va al chi ci sta ci sta e gli altri fuori dalle palle, allora si libererà non solo del ciarpame senza voti, ma costringerà i voti ad andare da lui. Perché senza di lui non si fa niente. Lui è nella posizione di Craxi nell’ottanta. Lui ha meno voti di altri, ma senza di lui non si fa una beata minchia. È ora di tornare al celodurismo, quello vero, quello di testa. Sempre che se ne abbiano le palle

 

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