Salvataggio MPS

pattino-salvataggio-Ci sono ferite profonde che non solo continuano a sanguinare, ma infettandosi,non si rimarginano mai. E’ il caso di Monte Paschi di Siena, la più antica banca europea, che vede intorno al suo capezzale il terzo governo italiano: prima Berlusconi, con i Tremonti bond, poi Monti e ora Renzi. Per quelle ironie che la sorte riserva, la bomba sta per esplodere quando al governo ci sono gli eredi del Pci, per di più toscani, che la bomba l’hanno costruita e acceso l’innesco con la folle acquisizione di Antonveneta. Come sia stato possibile distruggere una delle più grandi banche italiane e una delle più ricche Fondazioni, è un mistero non ancora chiarito, almeno nei suoi lati più oscuri, che culminano con il “suicidio” del dirigente Davide Rossi, sul quale la voglia di far luce è molto scarsa. Non si sa perché Mps pagò Antonveneta svariati miliardi di euro in più di quello che solo poco prima l’aveva pagata il Santander, non si sa a chi siano stati concessi i crediti che  affossano l’Istituto, non si sa ancora bene cosa siano le operazioni Santorini ed Alexandria, la magistratura mantiene un doveroso riserbo, ma a questo ritmo si prescriverà tutto e comunque non si può credere che il presidente e il direttore abbiano fatto tutto da soli, dove stava il Consiglio? Dove stavano i revisori? In attesa di sviluppi, sappiamo chi sono i responsabili oggettivi del fallimento Mps: gli esponenti del Pd, nelle varie versioni, che nominavano la maggioranza assoluta del Consiglio delle Fondazione, che a sua volta nominava il CDA della banca, in un vortice di porte girevoli, dove entravano politici vestiti da politici e tecnici pure vestiti da politici, con spruzzate clericali, il vescovo di Siena, il tutto avvolto da “uno stantio odore di massoneria” come ci ha palesemente dimostrato la vicenda Etruria. Un sistema girevole ben esemplificato da Aldo Berlinguer, figlio di Luigi, Rettore dell’Università e Ministro, che fu consigliere di Mps Gestione Crediti e di Antonveneta e oggi assessore PD in Basilicata, feudo di un’altra potente famiglia, i Pittella. Le porte girano se sei di sinistra, ma non sfigato. Ora dobbiamo salvare ancora Mps, che per inciso vale poco più di una Rurale, 800 mln di euro. Renzi confida di farlo senza lasciare per strada i possessori di subordinate, una botta da 5 miliardi, appellandosi all’articolo 45 del regolamento, che dice che lo Stato può ricapitalizzare un Istituto se non lo vuole nessuno, ma gli articoli 43 e 44 dicono chiaro che almeno le convertibili vanno trasformate in azioni, carta straccia, se vuoi salvare le Senior. Aspettiamo, in un’Europa di sbronzi veri, tutto è possibile, anche se sarà difficile spiegare che ci sono banche più uguali di altre.

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