Rottamatori e velocità

dinosauroSpaventati dalla proposta di Renzi, fra i politici è tutto un fiorire di discorsi sul concetto di “rottamazione”. Sostengono giustamente che l’età non definisca l’individuo, che alcuni “anziani” di certo hanno molto da dare, ecc.

Il tutto è condivisibile. Non dobbiamo certo rottamare in massa classi dirigenti e politiche su mera base anagrafica. Ma almeno chiamarli alla cattedra e vedere in che stato di salute sono, non sarebbe male, così come riesaminarne l’operato, dato che se le cose vanno come vanno, qualcuno da qualche parte deve avere toppato. Almeno sarebbe opportuno capire chi va rottamato e chi invece no, non sulla base dell’età, ma sulla base del pregresso e dell’attuale capacità di continuare ad operare.

E allora mi fa un po’ strano che ci siano giovani che condividono slogan virali sui social network del tipo “Renzi, l’età è un dato anagrafico non un merito”. Ma come? Fanno la difesa di chi è privilegiato a loro spese? I giovani sono la categoria più ghettizzata in Italia, nelle cariche istituzionali, nel mondo del lavoro. Lo dicono i dati. Non hanno nessun potere a differenza che nei paesi asiatici o in America. E allora dovrebbero almeno fare lobby a prescindere!

L’opinione di chi scrive è che per non farsi rottamare bisogna dimostrare di stare al passo coi tempi, essere dunque giovani nella mente, ed un buon parametro è la velocità. Velocità di pensiero. Velocità di azione. I mondi in sviluppo sono mondi veloci, guardate l’Asia, il Sudamerica. Palazzi tirati su in pochi mesi. La velocità è anche il linguaggio di internet. Della messaggistica in tempo reale. E noi ci sorbiamo i pistolotti ottocenteschi di politici imbolsiti? Dimostrino di saper essere veloci, oltre che onesti, competenti o altro. Mi accontenterei che fossero almeno veloci. Cambino il linguaggio, il modo di comunicare, si adeguino ai nuovi modelli imposti dalla tecnologia. Ne faremmo fuori due terzi.

In fondo, la ragione per cui in italia gli under 40 sono relegati fuori dai Cda o dalle alte cariche è anche la paura dei “vecchi” di essere bruciati sul tempo, sulla battuta, sull’arguzia. Non li vogliono nemmeno al tavolo. Ma il mondo intorno a noi gira più forte che mai. La tecnologia, l’esplosione demografica e la globalizzazione hanno imposto una nuova regola: quella della velocità. Con leader lenti verremo travolti.

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