Rosatellum bis, l’unico finale possibile di una legislatura indegna

 L‘unico finale possibile, per una legislatura nata malissimo, non può che essere il peggiore. Così è stato, e nel pieno rispetto del pronostico, nell’approvazione della legge elettorale cosiddetto Rosatellum Bis – ultimo atto, par di capire, di questi sciagurati cinque anni – ognuno ha dato il peggio di se.

Il peggio di sé l’ha dato la maggioranza spuria Pd-Area Popolare-Forza Italia-Lega Nord che ha deciso – come già accadde tre legislature fa con l’orrido Porcellum – di cambiare la legge elettorale a sei mesi dal voto. Galateo politico dice che non si dovrebbe fare, l’Unione Europea intima di non farlo, ventisette Paesi su ventotto si attengono a questo precetto e noi siamo il ventottesimo, per la seconda volta in poco più di dieci anni, peraltro. Clap clap.

Il peggio l’hanno dato pure i singoli parlamentari, peraltro. Perché se il governo ha deciso di chiedere la fiducia tecnica sui primi tre articoli della legge non è stato per l’assenza di una maggioranza politica in grado di approvarla nella sua stesura finale. La fiducia tecnica è stata messa per fare in fretta e per disinnescare gli emendamenti a voto segreto, un centinaio circa. Una forzatura figlia dell’arroganza di chi la fiducia sulla legge elettorale l’ha messa già una volta, nel giro di questa legislatura, e parliamo dell’Italicum e del Pd a guida renziana. Ma è anche una fiducia figlia dell’impotenza, la prova regina che i gruppi parlamentari e le leadership di partito non controllano più nulla. Le due cose, evidentemente, si tengono. E costeranno carissime, in termini di reputazione, durante la campagna elettorale.

 

Il peggio di se, in fondo, l’ha dato tutta la classe politica. Che è riuscita, in meno di quindici anni, a farsi respingere due leggi elettorali dalla Corte Costituzionale. Che si è ridotta all’ultimo miglio della legislatura a dover approvare una legge pasticciata, che ha il solo pregio di uniformare i sistemi di elezione di Camera e Senato, ma che difficilmente sarà in grado di favorire la formazione di una maggioranza politica

Il peggio l‘hanno dato pure le opposizioni, Cinque Stelle e Mpd in particolare, che cadono ancora una volta nella tentazione di buttarla in vacca parlando di «emergenza democratica» (Di Maio) e di una legge che va «oltre i limiti della democrazia» (Speranza). Ricordiamo a Di Maio e Speranza, già che ci siamo, che il voto segreto sull’approvazione finale della legge è comunque previsto. Che questa legge verrà comunque approvata a larga maggioranza. Che questa maggioranza non è una maggioranza politica, ma comprende anche forze di opposizione come la Lega Nord. Che ogni simulazione dice che il Rosatellum Bis, rispetto all’iperproporzionale Consultellum, produce variazioni minime nella distribuzione dei seggi. E che certi toni si potrebbero evitare, in assenza di marce su Roma o colonnelli a Montecitorio.

Il peggio di sé, in fondo, l’ha dato tutta la classe politica. Che è riuscita, in meno di quindici anni, a farsi respingere due leggi elettorali dalla Corte Costituzionale. Che si è ridotta all’ultimo miglio della legislatura a dover approvare una legge pasticciata, paradossale già nel nome, un Frankenstein tra proporizionale e maggioritario che ha il solo pregio di uniformare i sistemi di elezione di Camera e Senato, ma che difficilmente sarà in grado di favorire la formazione di una maggioranza politica. Che è riuscita a trasformare in cagnara anche quest’ultimo passaggio. E che ha dato la solita pessima impressione di sé a investitori, governi, opinioni pubbliche che ci guardano da fuori. E a un Paese, soprattutto, che ha un disperato bisogno di fiducia in se stesso per ripartire, fiducia che ogni volta viene affossata da una classe politica inetta e autoreferenziale come poche al mondo. Complimenti, davvero.

Da: L’Inkiesta

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