Renzi tra Robin e lo sceriffo

robinhooddisney Rimbambiti dalle chiacchiere di Renzi, da un profluvio di riforme date per fatte e solo annunciate, a volte solo pensate,travolti dal desiderio che il nostro Dorando Petri ce la faccia a tagliare il traguardo consegnandoci un Paese meno vecchio e corrotto, ubriacati da questa ultima illusione, ci si dimentica di guardare i numeri. Ora gli ottanta euro sono una tantum e hanno una copertura ancora sconosciuta, infatti il commissario Cottarelli propone tagli per 15 miliardi di euro, ma gli statali votano in massa Renzi ed è un bel problema. Meglio aumentare le tasse, un po’ a ciascuno non fa male a nessuno. Ecco arrivare l’aumento dal 20 al 26% sulle rendite finanziarie, “misura di equità” strillano le pasionarie di Renzi, ma colpisce tutti e si scarica sulle aziende.

Poichè non basterà aumentare come al solito benzina e tabacchi, al Ministero stanno pensando ad una patrimonialina dell’1 per mille sui patrimoni, che porterebbe al tre per mille il prelievo complessivo, qisquilie, ma qualche pezzo da ottanta se ne va, visto che la tassa renderebbe 3,67 miliardi di euro. Poi c’è il catasto: le rendite saliranno giustamente molto, due tre volte e dubitiamo che le eredi dell’Imu restino ferme, tassa equa, ma bastonata per tutti. Infine arriverà la tassa di successione, oggi vi è esenzione fino ad un milione di euro, poi una tassa del 4% sull’eccedente. Si pensa ad un limite di 100.000 euro, poi una tassa progressiva che arriva al 30% oltre il milione. Tassa equa, questa sì, infatti non tutti ereditano, qualche problema insorgerà per il passaggio di proprietà delle imprese e degli immobili, ma ce ne faremo una ragione, anzi 80 euro di ragioni. Dicono che gli italiani non spendono il regalo di Renzi. Hanno ragione, temono, dopo aver incontrato Robin Hood, di incontrare lo sceriffo, entrambi con la faccia di Renzi,

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