Renzi ha perso

renzitregua   Da grande giocatore qual è, Renzi ha cercato di far saltare il banco e ha perso. Il no ha prevalso quasi ovunque, eccetto che in Toscana e in Emilia, dove il si ha tenuto a malapena, gli unici entusiasti della riforma renziana si sono rivelati i tedeschi dell’Alto Adige, non sappiamo se perchè spinti dalla Merkel  o perchè a loro non cambiava niente, come  per gli italiani all’estero. Per il resto, notte fonda, se il popolo è sovrano, il popolo ha votato e in modo chiaro, le recriminazioni e gli insulti dei sostenitori del Si contano zero. Il piccolo De Gaulle si è dimesso con un discorso simile a quello seguito alla sconfitta nelle primarie con Bersani, si è dimesso, non poteva non farlo, per preparare il ritorno. Discorso formalmente accomodante, ma livoroso, dove invita l’accozzaglia del no a proporre una legge elettorale, ben sapendo che il Pd ha la maggioranza assoluta alla Camera e con gli alleati quella al Senato. I suoi seguaci, sui social, vogliono abbandonare il Paese nel caos, ma sembrano Pavolini e la ridotta valtellinese, non li segue nessuno, neppure i mitici mercati che dovevano piombare nel caos e che hanno reagito con calma, che potrebbe diventare euforia se Padoan dovesse diventare premier. Ora Renzi affronterà la battaglia nel partito Democratico, non sarà facile, visto che ha trattato a pesci in faccia non solo la minoranza, ma pure i suoi alleati, Orlando e Franceschini. Di certo non sarà facile per i renziani dell’ultima ora, la pancia del vecchio Pci ha detto no non solo alla riforma, ma ai Verdini, al partito della Nazione, al partito dei padroni che scrivono agli operai come devono votare. Insomma, la sinistra esiste e anche se non vince senza moderazione, la moderazione senza sinistra diventa altro. Renzi non è morto, resta segretario del Pd, anche se non più padrone assoluto e tornerà, ma non avrà più il credito illimitato di cui ha goduto fino ad ora, può tornare a vincere, ma non a stravincere, in fondo controlla una fetta importante del Paese, ma minoritaria. A suo favore gioca l’insipienza dei suoi avversari, a suo sfavore gioca la sua arroganza e la mediocre supponenza del suo inner circle.

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