Renzi , Europa e cazzate

 Dopo la svolta salviniana sui migranti, Renzi ha attaccato l’Europa sul fiscal compact e ha proposto cinque anni in deficit al 3% per abbassare le tasse e favorire la ripresa. Ora, abbassare le tasse in sè servirebbe, ma non garantisce la ripresa economica, nè un forte aumento dei consumi. La ripresa è legata all’abbassamento delle tasse sul lavoro, ma anche ad altri fattori, come gli investimenti, una minor burocrazia, un abbattimento della corruzione e una giustizia che funziona, oltre ad uno Stato che paga i suoi debiti, in un tempo breve, onde evitare il fallimento dei suoi fornitori. Insomma, inseguendo deliri e sondaggi, il nostro si è trasformato nel novello Zelig della politica italiana; ieri era Obama, oggi è diventato Regan. Il suo partito scricchiola, continua a sostenere che gli elefanti volano, ma la convinzione è meno forte di prima. Avanti così e avremo nuove scissioni verso il mite Pisapia. L’Europa è un insieme di interessi, non è fondata sulla beneficenza, ma appunto su regole che consentano liberi commerci e scambi, insomma un matrimonio d’ affari. Un matrimonio con dei patti pre-matrimoniali come il fiscal compact, liberamente sottoscritti dall’Italia, con il voto determinante del Pd, che è il partito di riferimento dall’epoca di Mario Monti. Nessuno rinuncia agli alimenti generosamente concessi, soprattutto se le concessioni hanno fatto seguito alla possibilità di aumentare i debiti, con politiche di bonus, che seguivano la logica elettorale, anzichè quella della crescita. Come sui migranti, Renzi ha fatto il furbo, firmando il patto di prendere tutti quelli che venivano dal mare, quando l’onda era sui Balcani e ora non può pretendere di piangere e fottere. Pure il pareggio di bilancio in Costituzione è stato votato dal Pd, è una demenzialata, il bilancio dovrebbe essere sempre tendenzialmente in pareggio, poi in attivo negli anni buoni e in passivo negli anni di magra per sostenere l’economia. Averlo messo in Costituzione, per non rispettarlo è una furbata che non ci ha certo reso più credibili. Eppure la fallita riforma costituzionale renziana non prevedeva di toglierlo. In Europa saranno stronzi, ma noi siamo pochissimo seri, come quando il governo nomina Commissario alla sanità campana il Governatore De Luca, se non la fa funzionare da Governatore, come potrà riuscirci da Commissario? L’Europa sarà pure stronza, ma sulle banche e sui loro salvataggi, il Pd e Renzi avranno pure qualche colpa, per essere credibili bisogna essere autorevoli e per essere autorevoli, bisogna essere seri. Stiamo tornando all’ultima stagione berlusconiana, prima del commissariamento Monti, con gli stessi rischi sul nostro enorme debito, che esploderanno quando la politica di Draghi dovrà rallentare nel 2018, proprio l’anno elettorale. Nel frattempo il Parlamento approva leggi confuse sul reato di tortura e tiene ferme quelle sulle liberalizzazioni, il che dimostra quanto poco abbiamo capito del mondo che cambia. In questo delirio di parole che annegano le politiche serie, in questa rincorsa di populismi ubriachi, forse non finiremo come la Grecia, ma finiremo male. Speriamo che, dopo aver consigliato di investire in MPS poco prima del fallimento, a Renzi non venga in mente di consigliare di investire in titoli di Stato, sarebbe l’inizio della fine.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.