Renzi e Berlusconi, una compagnia di giro

images“ Con Renzi, siamo a cavallo “ diceva in un simpatica vignetta, pubblicata oggi su un sito web, un Berlusconi ridens in groppa  e a cavalcioni ad un Renzi imbronciato ed inginocchiato a carponi. Al cittadino comune, che non conosce la segrete stanze del potere romano che però coltiva idee e valori delle grandi tradizioni politiche europee, viene quasi spontaneo un interrogativo del tipo: cosa aspettano i liberali di tutte le risme ( Scelta civica, Fare per farmare il declino,repubblicani e liberali sparsi in sigle varie,  tipo Ali) a presentare una lista unica alla Europee, accantonando le giravolte per giutificare piccoli sottopoteri ma ispirandosi ai grandi maestri di “ Giustizia e libertà “ del dopoguerra ?  Inoltre come pensano di essere rilevanti, invece di essere schiacciati da un Forza Italia ringalluzzita, formalmente popolare ma nei fatti radical-populista-reazionaria, i popolari sparsi nel pulviscolo di stupide scissioni, e forse piu’ vicini agli ideali di Sturzo ,De Gasperi, Schuman e Adenauer,  come Pierferdinando Casini, Angelino Alfano, Mauro Mauri (  Monti ?). Non sarebbe auspicabile e opportuno allestire, vincendo i soliti personalismi perniciosi ed irresponsabili, un vero e consistente Partito Popolare- Sezione Italiana del PPE ?

Tutti quanti – liberali e popolari – invece di mugugnare per il dialogo fra Renzi e Berlusconi, che probabilmente andrà avanti come un rullo compressore, a dispetto del vecchio D’Alema e Marini, potrebbero utilizzare il tempo che dedicano a biasimare le larghe intese fra i colossi Pd e Forza Italia a costruire progetti politici e di partito di ampio respiro e non di piccolo, e non sempre rispettabile, cabotaggio? Anche perché i variegati movimenti moderati, pur di diverse famiglie politiche, rischiano di essere sballottati, se non annientati, da una montante opinione pubblica orientata a premiare chi indica nell’euro – a torto o a ragione – il responsabile unico di recessione e disoccupazione.Siamo veramente alla frutta ! Cosa impedisce allora a queste dei grandi famiglie politiche a trovare un minimo denominatore comune evitando e superando personalismi vacui, vecchie gelosie di partito ( o meglio di partitini !) e miopi strategie politiche ? Dove vogliono andare questi questi due leaders, un vecchio immarcescibile e spreguidicato ed uno nuovo smagliante e rilucente, che Eugenio Scalfari, ha definito come “ i nuovi barbari che vogliono contestare (e non solo dimenticare) i valori dei padri “, con la “piena sintonia “ con il Caimano orgogliosamente dichiara dal sindaco di Firenze.

Proprio nel giorno in cui si  è consumata – non so se in via definitiva – la vecchia storica “guerra “ fra la sinistra e Berlusconi, con il bliz di Renzi, lo scorso sabato 18 gennaio,si è celebrato a Roma ( strana coincidenza !) il 20° anniversario della rinascita del PPI per merito di Mino Martinazzoli, che corrispondeva al 75° anniversario del PPI di Sturzo, con una riflessione corale sui meriti e i limiti dell’ultima forza poltica di cattolici. Quello che  fa specie – e lo scrivo con amarezza-che nella penosa e quasi drammatica situazione attuale, ci siano gli ex segretari del ( allora nuovo) PPI come Gerardo Bianco, Franco Marini, Pierluigi Castagnetti, che hanno avuto tante responsabilità nella caduta di tale progetto politico che tante speranze aveva suscitato nel mondo cattolico, ritornino in ballo, con i soliti distinguo di pseudo finezza intellettuale, essendo solo capaci di dire che “ non è immaginabile oggi un Partito papolare “ . Avessero almeno il coraggio,  invece di fare i suggeritori o supporter del “nuovismo “renziano, di dire che  in tale caduta hanno avuto una qualche colpa o di aver sbagliato prospettiva.

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