Reggio Emilia Liste per vincere al primo turno

Come promesso, per vincere al primo turno, il Pd reggiano ha fatto le cose in grande: ben sei liste, compresa quella del Pd, sostengono la candidatura di Vecchi a sindaco. Un esercito di 180 candidati, un esercito che, secondo l’intento di Vecchi dovrebbe rullare tutti gli avversari, appunto al primo turno.  Però eccetto quella del Pd, le altre liste si presentano a ranghi incompleti, può essere che mi sbagli, non è facile raccapezzarsi in un simile garbuglio, ma nessuna arriva ai 32 candidati. Tolta quella del Pd, che promana dalla società, come ci ha spiegato un ispirato segretario Pd, le altre sono liste civetta, travestite da civiche, come Mdp-Leu, che si nasconde sotto il nome  Reggio E’, speriamo di sapere prima o poi che cosa è. Poi abbiamo la lista Fare, che copia il nome del movimento politico di Tosi, l’ex sindaco di Verona, capeggiata dall’ assessore uscente, Valeria Montanari, che ha avuto cinque anni di tempo per fare qualcosa, anche se qualcosa da fare resta sempre, come appunto fare una lista per fare qualcosa. Abbiamo la solita listina di ex berlusconiani, che una volta finiti a sinistra e lavati con Perlana, tornano ad essere potabili di santità e che si chiama Pensare, forse a cosa, chiedere in caso di vittoria. Non poteva mancare una lista di Verdi ,sopravvissuti alle rivoluzioni politiche e anche alla cementificazione di Reggio, di cui non furono solo spettatori, avendo sovente avuto più assessori che voti e che si chiama Immagina Reggio. Basta guardarla per capire che se la stagione di “..case su case, catrame e cemento..” è finita, è solo per merito del mercato, non di chi si immagina di essere verde. Infine abbiamo i radicali di Più Europa, rappresentati a Roma dalla Bonino, che fu eletta nel ‘94 con Forza Italia e dopo diversi cambi di casacca, la ritroviamo col Pd e il cui segretario Benedetto della Vedova, eletto dalle truppe di Tabacci, democristiano di lungo corso, è transitato per Alleanza Nazionale, il Pdl e La Lista di Monti.  Mentre a Reggio è rappresentata, guarda i casi della vita, dall’avvocato Scarpati, collega di studio della candidata a sindaco dei 5 Stelle, Rossella Ognibene. Nel centrodestra, se la Lega non ha avuto problemi a formare la sua lista, lo stesso non può dirsi di Forza Italia, arrivata a 26 candidati e di Fratelli d’Italia, pure loro sotto quota. In Forza Italia la deputata Benedetta Fiorini si è sottratta alla competizione elettorale, temendo di eleggere un solo consigliere e paventando il rischio di non essere lei ad arrivare prima, dovendo fare i conti con un re delle preferenze, come l’avvocato Bassi. Pure Fratelli d’Italia ha inspiegabilmente tolto il ruolo di capolista ad Aragona, scegliendo la foglia di fico dell’ordine alfabetico, come direbbe Carlo V: pocos y desunidos. Nell’insieme il centrodestra ha una ragguardevole consistenza, ma è tutta appoggiata sulla Lega, che presenta un candidato molto debole, che si aggira per la Città ad accompagnare sottosegretari leghisti e non si capisce se accompagni o non sia piuttosto accompagnato. Almeno gli amici di Fratelli d’Italia lo portano a fare aperitivi, nei quali supponiamo si trovi più a suo agio, anche se non sappiamo se si rimorchi più o meno che ai matrimoni. La crisi di Forza Italia si nota da molti particolari ed è un dato preoccupante perché in passato aveva sempre fornito la classe dirigente più sperimentata, ora esiste solo in forma ancillare, lasciando scoperto il centro politico, che può essere solo in parte presidiato da Alleanza Civica. Restano i 5 Stelle, che come Alleanza Civica hanno presentato velocemente la loro lista, il che testimonia per entrambi i movimenti un solido rapporto con la società, ma Rossella Ognibene paga due pegni: il primo di non poter attaccare frontalmente il centro- destra essendo che i 5 Stelle governano a Roma con la Lega e pure il fatto che governino in modo oggettivamente inferiore alle attese, che erano molte.

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