Reggio chi paga i debiti?

uomo-fra-interessi-e-cambiali-final Dopo i 27 milioni di buco delle Fiere, a Correggio, comune importante nella storia della sinistra reggiana, per aver dato sindaci e segretari provinciali, nonché assessori, deflagra definitivamente l’affare Encor, società  pubblica  nel campo delle energie alternative, poi ceduta alla società svizzera AM trade, che ha provveduto a farla fallire. Il Tribunale ha riconosciuto valida la lettera di Patronage del comune alle banche e lo obbliga a rimborsarle, 11 mln alla S. Felice sul Panaro e 4 alla Popolare di Verona, mancano ancora i 13 della Bnl. Probabile che la sinistra ambientalista e anticapitalista abbia confuso una lettera di patronage con il patrocinio alla sagra della porchetta, ma ora la porchetta si sta rivelando piuttosto salata. Ci chiediamo: chi paga? La nuova amministrazione pensa di rivalersi sui protagonisti dell’epoca: il sindaco Iotti, il city manager Pellegrini, uomo ritenuto di alta qualifica, visto che la Fondazione Manodori lo nominò nel consiglio della banca Bipop, dopo l’acquisizione da parte di Banca di Roma. Del tutto casuale supponiamo, il fatto che il Presidente della Fondazione fosse correggese e pure correggese fosse il revisore dei conti, nominato dalla Fondazione. Correggesi e del Pd. L’azione di responsabilità non si estenderebbe ai consiglieri comunali che all’epoca votarono a favore, mi pare giusto, se un esperto city manager non aveva capito la differenza tra patrocinio e patronage, non potevano certo capirla loro. Visto che a Correggio la gente è tranquilla, che non si è dimesso nessuno, dobbiamo pensare che le sostanze dei protagonisti principali siano capienti e pignorabili. Nel mentre, l’assessore Notari invita le aziende in fuga dalla Londra post Brexit ad insediarsi a Reggio. Consiglierei Correggio, gli alloggi costano meno, la vita è più a misura di uomo, un patronage non si nega a nessuno e se le cose vanno male, tutto tace.

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