Rappresentanti

il giaguaro-300x220Dal dizionario della lingua italiana Gabrielli:

raro:

Che rende noto qualcosa 

Che rende qualcosa visibile, percepibile 

Che simboleggia qualcosa 

Che compie un’attività giuridica per conto di altri.

Tutte le volte che mandiamo qualcuno a nome nostro a fare qualcosa, dovremmo tenere bene a mente le definizioni suddette. Costui ci rende VISIBILI e SIGNIFICANTI non solo nelle nostre idee, ma anche nel nostro comportamento.

Quando votiamo, o non, ovvero esercitiamo il massimo della nostra espressione sociale, dobbiamo sapere che chi va non è uno che all’incirca la pensa come noi, no, uno che deciderà per noi, e, nella radice della parola, anche come sembiante. Ora riflettiamoci, chi si rappresenterebbe, si guarderebbe allo specchio vedendo la faccia con un sorriso a 64 denti del Caimano, o il decolté sgonfio della Santanchè o la faccia fanculeggiantre di Grillo?

Chi la mattina vorrebbe specchiarsi per vedere le variegature di grigio di Monti, il disfacimento Bersaniano, e passando ai colonnelli (visto che questi si definiscono generali), l’isteria boccalona della Mussolini, la tragedia greca da barzelletta di La Russa, il non viso di un Letta (zio e nipote), la faccia da pierino quarantenne (Renzi) e tralasciamo gli insulti (Gasparri, Capezzone, Scilipoti o Raggi)? Neppure l’orecchino appeso ad una specie di uovo di Vendola o una specie di cespuglio picassiano di Ingroia ci scalderebbero il cuore.

Il ghiaccio nelle vene ci sarebbe venuto a rimirare il baffetto indigesto di un D’Alema o la bonomia di cartapesta di Veltroni. Eppure tutti questi ci hanno rappresentato o ci rappresentano. Sono la nostra faccia e il nostro cervello al momento di decidere delle nostre pensioni, del posto di lavoro dei nostri figli o nipoti, delle spese che potremo permetterci, delle tasse che dovremo pagare per i servizi che ci saranno dovuti.

Pensateci, perché quelle facce con quello dei loro cervelli che conosciamo quando li abbiamo sentiti parlare, ci spiega perché NON abbiamo lavoro, NON abbiamo servizi adeguati, NON abbiamo una tassazione equa, NON abbiamo pensioni e stipendi giusti.

Li abbiamo eletti, pensando con l’odio della controparte. Bastava guardarli e ricordarci che erano i NOSTRI rappresentanti. La NOSTRA faccia. Il NOSTRO cervello. Peccato.

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