Raggi e il doppiopesismo

 Sono un po’ disgustato dal fatto che secondo i media i problemi dell’Italia siano legati all’avviso di garanzia che ha raggiunto la sindaca Raggi. Ora, che la bambolina si stia trasformando in una bomba per i cinque stelle, è un fatto e lo abbiamo già scritto, che un movimento scelga una candidata così pasticciona e “sentimentale” per governare la capitale, sapendo con largo anticipo di vincere, è pure un fatto, che il movimento più che una comunità sia un pollaio di comari, è pure vero. Pure i dirigenti nazionali si rivelano improvvisati, basta vedere la stellina cadente Di Maio che attacca i giornalisti, che a suo parere scrivono falsità, che i giornalisti rispondano alla proprietà dei giornali si è sempre saputo, se a Roma bocci le Olimpiadi, non puoi aspettarti che il Messaggero di Caltagirone ti tratti bene, se poi ti incazzi con la corazzata Repubblica, rifletti che stai votando contro all’emendamento che impedisce che vengano resi noti i debitori di Mps, tra cui Sorgenia di De Benedetti, per circa 600 milioni. Se hai contro i poteri marci, non devi fare errori, devi essere come la moglie di Cesare, al di sopra di ogni sospetto e se dici di essere il migliore, dimostralo. Certo se la magistratura avesse indagato gli atti dei sindaci, avrebbe dato a tutti l’abuso d’ufficio, quasi tutti si sono portati dietro gli amici, anche nel Pd, dove hanno portato in Parlamento, amiche, segretarie e mogli: quella di Bassolino, di Fassino, di Occhetto, la nipote di Cardinale, ecc.., ma lo devi sapere che il sistema si difende come può. A Roma non va a ramengo la Raggi, ma la credibilità di governo dei grillini, io posso anche fregarmene delle assicurazioni sentimentali di Romeo, ma vorrei sapere se siamo dentro o fuori dall’euro, non è il nuovo in sè che fa paura, ma la sua indeterminatezza politica. Questo detto, la bambolina è la coperta che copre tutto: i falsi candidati del PD a Napoli, gli arresti degli amministratori Pd e Pdl, l’affaire Consip, dove il presidente renziano afferma di aver saputo di essere intercettato dal ministro Lotti, il quale lo avrebbe saputo dal comandante dei carabinieri. I due negano, ma almeno un bugiardo c’è e il governo che fa? Conferma tutti, il presidente denunciante,  il ministro e il generale, presunte gole profonde, l’affare è grosso, un appalto da 2,5 miliardi di euro. Sotto l’ombrello della polizza amorosa, passa il decreto banche con il divieto di rendere pubblici i nomi di chi ha lasciato i buchi, tra cui le Coop rosse, come Ccpl e altri amici del Pd e del Pdl, oltre al già citato De Benedetti. Sotto il balcone della Giulietta romana, non si nasconde solo Romeo e Marra, ma tutte le giunte che hanno creato un buco di 15 miliardi di euro, oltre a distrarre fondi, o favorire costruttori e monnezzari. Giulietta sarà pure pirla, ma gli altri sono i bravacci di don Rodrigo. Un consiglio all’ex stellina Di Maio: invece di lamentarsi dei giornalisti, muova il culo e faccia cose serie, altrimenti saranno i bravacci a prenderlo per il culo.

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