Questione di stile (linguistico).

seconda-repubblica

Nel ’93, per chiudere una fase politica nazionale francamente truffaldina, si decise di voltar pagina dicendo che iniziava la “seconda Repubblica”.

Ora, che con il banana in cantina, anche questa seconda pare a molti invereconda, siamo pronti per la “terza Repubblica”.

Ma… i comportamenti da prima, a seconda, a terza della nostra classe dirigente non sono mai cambiati.

Coerentemente con la logica degli eletti, la corruzione stimata in 6 miliardi nel ’92 è ora stimata in 60 (un po’ di inflazione e quel tanto che serve ai singoli, oltre ai bisogni dei partiti); si è referendato contro i finanziamenti dei medesimi e sono nati i rimborsi, altra fogna delle nostre tasse; siamo in scadenza di legislatura e, siccome molti, oggi come allora, spariranno dalla scena parlamentare, ci si affretta a fare tutte le nomine possibili e impossibili, nei vari organi di controllo e consigli di amministrazione.

Altre due chicche: sono arrivati ai terremotati altri 67 milioni, peccato che siano quelli dell’Irpinia e non dell’Emilia (siamo a 200 miliardi a 3 a favore degli Irpini), ma c’era una legge e puntualmente il conguaglio è arrivato. Non era Calderoli quello che doveva “cancellare” le leggi dannose e inutili ? Pover fieul, si vede che questa gli è scappata.

In Sicilia, dove hanno un bilancio meraviglioso (per loro che sono regione a statuto speciale, meno per noi che continuiamo a pompare dindi), si sono accorti che i dirigenti regionali sono sotto organico e hanno deciso di mettere fine a questo scandalo: ne nomineranno altri 700 o giù di lì. Nel frattempo in Europa, dopo il barzellettiere, anche l’esangue manichino da loden con voce metallica, ha stufato e si comincia a guardare costui e il suo branco come quelli del carro di Tespi.

I suoi distinguo su quanto può fare e quanti lacciuoli abbia che frenano le sue buone intenzioni, non li regge nessuno. Non dico la struttura morale, ma almeno la dignità bocconiana, gli imporrebbero le dimissioni, ma anche lui e i suoi ministri e ministrine tengono famiglia e allora c’è ancora un anno per depredare e scombinare questo maledetto paese, che quando dice no, no, no suona tanto sì, sì sì e non fatemi dire altro, sennò le signore si offendono.

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