Quella cena da mille euro pro-Bonaccini che sconvolse la campagna elettorale Ma le Sardine sbagliano direzione e vanno al Papeete: è il ritorno di Superciuk?

DI PIERLUIGI GHIGGINI

21/1/2020 – La notizia lanciata ieri da Reggio Report a proposito della cena da mille euro a testa ieri sera a Modena, confezionata dallo chef multistellato Massimo Bottura per finanziare la campagna elettorale di Bonaccini, è stata ripresa dalla carta stampata (Libero, Corriere Bologna etc.) e da numerosi giornali e siti web.

Le reazioni, un po’ sarcastiche e un po’ sdegnate, sono bipartisan. Contropiano, giornale comunista online, titola “Bonaccini si suicida con un cena da mille euro”. Analoghi i toni de Il pane e le rose dalle glorie antiche. Nextquotidiano, che linka Reggio Report, mette l’accento sulla “stranezza” di una cena per Bonaccini, mentre il beneficiato era in diretta su Italia Uno. Tuttavia la vera domanda non è se Bonaccini sia o no passato a salutare i commensali, ma se accetterà i soldi della munifica sottoscrizione.

Per la cronaca, alla cena di Bottura i commensali erano 98, per un totale di 98 mila euro a sostegno del governatore uscente. Tra i reggiani attovagliati, anche l’ex-presidente di Unindustria e della fondazione Manodori Gianni Borghi e Franco Boni, prodiano di ferro, già presidente delle Fiere di Parma e di BolognaFiere.

Decisamente goffo lo scivolone dell’Huffington Post, direttrice Lucia Annunziata, che prima rilancia la notizia, poi la fa sparire, evidentemente per non imbarazzare ulteriormente il compagno Bonaccini.

In compenso il mitico Huff lancia con lacrime di commozione la notizia del flash mob con bagno invernale delle Sardine al Papeete di Milano Marittima, locale preferito da Salvini. A parte il fatto che la manifestazione politica si svolgerebbe in pieno silenzio preelettorale, le Sardine hanno evitato accuratamente il Convivio di Modena, dove Bottura officiava la supercena per Bonaccini: evidentemente hanno avuto paura di finire in padella.

In altri tempi i giovani che, a torto o a ragione, volevano rinnovamento e cambiamento, andavano a contestare i riccastri davanti alla Bussola delle Focette, o tiravano le uova alle signore in pelliccia alla prima della Scala. Oggi invece il movimento puntella la vigna traballante del potere Pd in Emilia, manifesta contro l’opposizione e a favore di chi governa, va a Bibbiano a manifestare contro chi invoca verità, pulizia e giustizia, e alla fine se la prende col mojito celebrato da Hemingway e prediletto da Salvini, ma non con le cene da mille euro e i biglietti d’oro gratis per le partite di Champions. Assistiamo dunque al ritorno di Superciuk, il Robin Hood alla rovescia creato da Magnus & Bunker che rubava ai poveri per donare ai ricchi? Forse no, ma certo da questa angolatura il mondo appare proprio alla rovescia: Bunuel, col suo Fantasma della Libertà, fu davvero profetico.

Ma torniamo alla cena multistellata per portafogli a fisarmonica. Silenzio imbarazzato dal Pd (salvo quale botta di “fazioso” nei social a Reggio Report da personaggi che difendono la loro greppia e non alle quali certe notizie, vere, non fanno per niente comodo), mentre non va trascurata la presa di posizione scandalizzata, e nel suo genere romantica, di Potere al Popolo, che per dimostrare di essere di tutt’altra pasta rispetto al bonaccinismo, chiuderà venerdì sera la campagna elettorale con una “contro cena” per tutti a 15 euro.

Stefano Bonaccini, “amico di imprenditori, banchieri e ricconi vari dovrebbe difenderci dalla Borgonzoni?”. Questa la domanda, retorica ed ironica, posta da Potere al popolo per stigmatizzare la cenetta firmata Bottura.

“Bonaccini fa cene elettorali da 1.000 euro a coperto, alla
faccia dei finanziamenti dal basso, e di tutti quei poveracci che
per 1.000 euro devono lavorare un mese intero”, scrive Pap in una
nota, lanciando invece il loro evento di chiusura elettorale. Il
partito di sinistra che corre da solo alle prossime elezioni regionali in Emilia-Romagna, ha appunto in programma per venerdi’ sera, al centro sociale Katia Bertasi a Bologna, una ‘cena Papolare’, al prezzo di 15 a testa.

Il partito guidato da Marta Collot precisa: “Parliamo come mangiamo, e mangiamo come parliamo. Alla facciaccia dei milionari amici di Bonaccini”. Pap ne ha anche per la candidata di centrodestra Lucia Borgonzoni,
che non ha commentato la cena di Bonaccini: “si vede che pure lei
qualche cenetta milionaria se l’è fatta”.

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