PD, grillini e questione morale

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Un coro si è levato dal Pd, come un respiro di sollievo, all’annuncio che a Livorno, dopo l’assessore competente, anche il sindaco Nogarin è stato raggiunto da un avviso di garanzia. Tutti a dire che non esistono gatti bianchi, ma solo grigi. Una risorta Maria Elena  Boschi si è tolta il sasso dalla scarpa con tacco e ha gridato all’indirizzo dei grillini, “altro che onestà, omertà”.Si sono distinti nell’accusa il solito ciaone onorevole Carbone e l’onorevole Romano, preclaro esempio di coerenza, già dalemiano, poi montezemoliano, poi eletto con Scelta Civica di Monti, ora passato al Pd e renziano di ferro. I neo convertiti sono spesso i più facinorosi, dovendo far dimenticare il loro passato. La tesi è che i grillini sono garantisti con i loro, mentre quelli del Pd sono garantisti con tutti. Premesso che non sono grillino, neppure di complemento, il Pd imbroglia  le carte. Il Pd ha sempre usato il doppiopesismo,sia nelle questioni giudiziarie che politiche, non a caso oggi Verdini è un galantuomo perché sostiene Renzi e prima era un mascalzone. Quelli che lasciano il Pd sono esseri indegni attaccati alla poltrona, vedi il senatore Villari, quelli che entrano nel Pd, come Romano, Tinagli, Giannini, Migliore ecc.., hanno incontrato la verità sulla strada di Damasco. Ora che i dirigenti Pd finiscono indagati a mazzi, si dichiarano garantisti, sostenendo che comunque i loro indagati si sono dimessi. Dimessi da cosa? Da inutili cariche di partito: Graziano da segretario regionale campano, Soru da segretario sardo, non certo dai loro incarichi istituzionali di consigliere regionale l’uno, di deputato europeo l’altro. Veniamo a Livorno: il magistrato ha mandato un avviso di garanzia non solo ai due esponenti grillini, ma pure ai loro predecessori del Pd, compreso l’ex sindaco, anche se questo non viene detto, inoltre l’avviso riguarda la gestione della crisi della società della nettezza urbana, portata al collasso dagli amministratori Pd. Gli esponenti grillini pagano il tentativo di salvataggio dell’azienda, se l’avessero mollata al suo destino, avrebbero rischiato meno, ma non fatto il bene della Città e dei lavoratori. Questi non hanno rubato, non hanno evaso, non si sono accordati con la camorra e se dovessero essere condannati per i loro errori, sarebbero in compagnia degli esponenti del Pd, che hanno portato l’azienda al collasso. Ci sono amministratori che non vengono indagati, ma fanno danni enormi, portando città e aziende al default, costruendo opere inutili o lasciandole incompiute e non pagano alcun pegno. Per quanto riguarda i grillini, non sono certo che siano meglio del Pd o di altri, se guardo ai programmi o alla loro capacità di governare, di sicuro per loro non esiste una questione morale, perché non sono usurati dalla pratica di governo e sottogoverno. Capisco l’interesse del Pd a fare un polverone, a dire che tutti i gatti sono bigi, tentavo legittimo ,ma di corto respiro, nei prossimi giorni le sirene delle camionette cellulari suoneranno di nuovo per i loro esponenti e avremo nuovi avvisi e rinvii a giudizio, come quello della Paita, l’infelice candidata di Renzi alla presidenza della Liguria. Per ora sconsigliamo a Romano il transfugo, a ciaone Carbone e alla Boschi di esporsi troppo, gli italiani sono fatalisti, ma non scemi. Si vota a Roma, dove la sinistra governa da decenni, con la parentesi dei cinque anni di Alemanno, una Città dove basta dare un calcio ad una siepe e sbuca un corrotto, dove sono da completare ancora le piscine dei mondiali del secolo scorso. Prudenza, compagni! Nogarin è al primo avviso di garanzia e se ha sbagliato, si dimetterà, Verdini è al sesto rinvio a giudizio e non si dimetterà neppure se condannato. Ripeto, non sono grillino, ma non amo essere preso per i fondelli, neppure dai giornaloni controllati dai padroni a cui il governo salva il culo, vedi De Benedetti, o lecca il culo, vedi gli Agnelli.

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