Un futuro che va lontano quanto ottanta euro?

renzi-80-euro Rientrato da New York in tempo per le elezioni, ho scoperto questa cosa degli ottanta euro, che mi ha messo una tristezza infinita. Non voglio credere che Renzi abbia strappato un consenso elettorale di proporzioni storiche in un paese del G-20 per una mancia da ottanta euro, ma il sospetto è forte. Non è che non mi renda conto delle difficoltà degli italiani e di come anche quella cifra possa aiutare ad alleviare il peso di vite trascinate con difficoltà, ma è proprio questa mancanza di prospettiva che mi soffoca. Possibile che ci siamo ridotti ad un orizzonte mentale così limitato? Stiamo a discutere se gli ottanta euro in busta paga ci saranno anche il prossimo anno oppure no, invece che parlare di futuro, progetti, e perchè no, di autorealizzazione. Poco prima di partire, un’amica che vive a Queens, mi raccontava un po’ della sua storia. Laureatasi come infermiera, ha abbandonato il lavoro dopo qualche anno. Non aveva voglia di inviare curricula, voleva ritrovare se stessa. E’ rimasta disoccupata per un anno, domandandosi cosa volesse fare. In quel momento l’unica cosa che amava era il suo hobby di ballare la Salsa. Cosi’ si è messa a lavorare gratis nella sua scuola di danza, ma i risparmi stavano lentamente finendo. Poi un giorno, il CEO di un’ azienda che frequentava la scuola ha notato il suo grande impegno e dedizione e le ha chiesto: “hai mai pensato a un lavoro di azienda?”.

Nell’arco di una settimana ha iniziato a lavorare, con un ruolo da assistente. Poi un giorno, siccome conosceva lo spagnolo, di sua iniziativa ha iniziato a contrattare al telefono con un fornitore e ha strappato uno sconto. Il capo ha chiesto: “ma di che stavi parlando?” e poi una volta visto il risultato le ha proposto di passare a occuparsi delle negoziazioni col Sudamerica. In seguito le è stata assegnata anche l’Europa e in pochi anni ha fatto diversi scatti di carriera. Un’altra amica ha preso la laurea, ha iniziato a lavorare e poi nel 2009 a causa della crisi e’ stata coinvolta in licenziamenti di massa. Nessuna cassa integrazione, nessun ammortizzatore. E’ andata a lavorare in un bar, non ha aspettato un lavoro “adeguato” o da laureata, il lavoro in America è sempre dignitoso, ciò che procura stigma sociale è il non fare nulla o vivere alle spalle dello Stato. Poi dopo meno di un anno ha trovato un nuovo lavoro d’azienda, ha ottenuto una promozione, ma continua a lavorare al bar la domenica, perchè la vita a Manhattan è molto costosa. Queste storie mi danno ossigeno, prospettiva, l’idea che la vita sia un romanzo che scriviamo noi, dove le difficoltà servono a rinforzarci e prepararci per qualcosa di più grande e dove esiste un futuro in cui possiamo realizzarci. Se stiamo parlando di ottanta euro invece significa che il nostro futuro sono due giri di spesa alla Conad e se c’è qualcosa che ci abbatte più degli stenti, della miseria, o della sofferenza, è proprio aver abbandonato anche la capacità di immaginare un futuro possibile.

A questo punto le opzioni sono due: o scegliamo di credere e ricostruire, pensiamo a un futuro dove realizzare noi stessi, un modello di società sostenibile, dove ognuno è responsabile, in cui non campare di elemosine o cercare il salvatore di turno, o piuttosto ritorniamo ad una società preindustriale, come certi paesi del mondo dove vivono in baracche ma con il sorriso, ballano musiche ritmate, hanno rituali propri, senso di comunità e valori diversi. In pochi giorni ho sentito tanto strepito e furore contro Grillo e il pericolo di sfascio del futuro che avrebbe potuto rappresentare. Ma quale futuro? Un futuro che va tanto lontano quanto durano ottanta euro?

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