ONU: ubriachi a nostre spese

onuDa tempo manifestavo la mia antipatia per ONU, FAO e tutti quegli organismi che dovrebbero occuparsi di questioni internazionali e di rendere il mondo un posto migliore, ma che per ora hanno migliorato solo lo stile di vita dei propri delegati.

Lo sperpero di soldi infatti è immenso: la FAO, invece di occuparsi di rifocillare il mondo è più preoccupata di nutrire i propri dipendenti, dato che si “mangia” l’80% del budget in stipendi.


L’ONU, almeno che io veda dai TG, pare abbia smesso la costosa abitudine di mandare in giro i poveri “caschi blu”. Ricordo negli anni ’90 erano molto di moda. Andavano a prenderle disanta ragione, senza poter fare un fico secco e ci costavano una cifra. In compenso, si spende un po’ da tutte le altre parti, traduttori, accompagnatori, interpreti, delegazioni, hotel, stagiste e impiegate avvenenti. C’è un turnover pazzesco di gente, che non ho ancora capito cosa faccia, basta andare sul sito ed è un continuo di posizioni aperte per stage, lavori e compagnia briscola.

Per quel che riguarda l’occuparsi dei problemi, beh, c’è tempo. Ricordo che vidi su Mtv un bellissimo servizio di un’attrice hollywoodiana di origini asiatiche che si dedicava ad un lungo viaggio-reportage attraverso l’Asia per affrontare il drammatico problema delle morti di ragazzini dovute all’assenza di piani stradali sicuri e regolamentati, che in Asia e dunque nel mondo è diventata una delle prime cause di morte nei giovani. Quando, dopo mesi, espose la relazione nel Palazzo, si trovò l’aula semi-deserta.

Del resto ogni volta che si parla di questioni internazionali, sono sempre tutti un po’ in vacanza. Begli alberghi, cene, vino e anche escort da capogiro. Non è un caso che Bruxelles, sede del Parlamento Europeo, sia la capitale della prostituzione, non solo ha il quartiere a luci rosse in stile Amsterdam e numerose “saune piccanti”, ma annovera le migliori agenzie di escort d’alto livello, prezzi stellari per delle autentiche veneri, pagate in larga parte da noi cittadini. L’assenteismo qui era diventato tale che alcuni europarlamentari scandinavi fecero un’interpellanza per far chiudere certi servizi, dato che i colleghi del sud-Europa erano sempre in hotel con queste signorine e mai in aula.


Quindi non stupisce più nemmeno la notizia di questi giorni, secondo cui all’ONU sarebbero tutti allegramente ubriachi. Girano sui giornali scene da commedia cinematografica: delegati sostituiti perché non stanno in piedi, decisioni mondiali prese a colpi di whiskey e champagne (il primo pare lo portino i canadesi, il secondo ovviamente i francesi), il Palazzo trasformato in una “inebriation-free zone”.

Siccome di queste organizzazioni ne abbiamo a bizzeffe, ONU, FAO, UNHCR, UNICEF, UNDP e chi più ne ha più ne metta, restiamo in attesa – se non di una profonda ristrutturazione – almeno di sapere esattamente a quanti esattamente stiamo pagando l’happy hour.


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