Nuove elezioni e legge elettorale

 Nella confusione generale per il nuovo governo che verrà, l’unico refrain certo è: “senza un accordo duraturo andremo subito a nuove elezioni”. È cosa buona e giusta, con un piccolo problema. Con che legge elettorale? E qui si scopre come il nuovo che avanza è uguale al vecchio che arretra e all’usuale che sta fermo. Perché PRIMA delle elezioni dicevano che la legge faceva schifo, poi chi ha vinto ora pensa che tanto male non è e chi ha perso che con una migliore rischia di perdere molto di più e quindi tutti muti sulla legge elettorale, che sarebbe semplicissima: alzare lo sbarramento al 4-5%, niente coalizioni, si votano i partiti e si mettono 2 preferenze. Le coalizioni verrebbero dopo e i nomi dei parlamentari li sceglierebbero gli elettori. Legge chiara, democratica e largamente condivisibile (ho preso spunto da quello che dicevano i partiti vincenti prima delle elezioni), ma ora sarebbe antipopolare, o forse antisistema ed è chiaro che oggi tutti i partiti sono sistema. M5S si ritroverebbe in Parlamento personaggi sconosciuti ai vertici, rappresentanti dei nuovi elettori e meno “inchinati” ai Padri Fondatori. L’esempio è Grillo, ormai fuori de facto, con il partito in mano a Casaleggio Junior tramite il pupo Di Maio.  Lega: qui la legge sarebbe molto gradita,ma non a Salvini se si trova poi come secondo partito (senza la coalizione) dovrà tirare il carro e lasciare tutti i meriti a chi ci mette il nome (a meno di non rispolverare la staffetta per il presidente del consiglio). FI e PD nella stessa barca: una legge così azzerebbe i vertici e sarebbe necessaria la rifondazione dei due partiti (pena la fagogitazione), ma non si vedono figure in grado di gestire simili progetti e la base dei votanti è pigra e smarrita. Restano la destra facilmente ricompattabile, ma poi ininfluente ai fini di un governo e la sinistra che resterà sotto lo sbarramento  e poi, forse, troverà una confluenza del tipo Linke tedesca per fare da stampella in qualche parlamento comunale o regionale. Ma il motivo per non cambiare la legge elettorale è anche un’altra. Vi siete mai chiesti come mai tutti vogliono fare un governo con il PD? Il M5S lo privilegia alla Lega. Eppure Casaleggio Senior nel 2013 disse “col PD mai” e non con QUESTO PD mai. Cosa è cambiato? Una sciocchezza come 1 milione di euro per ogni parlamentare se la legislatura regge 5 anni (sì ci costano di solo stipendio e prebende in media questa cifra). E almeno il 70% degli eletti nel PD in questa tornata scompariranno nella prossima e quindi per farla durare 5 anni (e incassare il milioncino) saranno fedelissimi, voteranno tutto e alla fine si prenderanno le colpe di quello che non è andato bene. Per questo, e solo per questo, sono come Figaro: tutti li chiamano, tutti li vogliono e il cardine della vera nuova democrazia italiana (la legge elettorale) va in solaio. Perché tutti; giovani, vecchi e di mezz’età, sono italiani che quando mettono il culo sul cadreghino pensano solo a imbullonarcelo. Con tanti auguri per chi c’è caduto (li ha votati).

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.