Noi sott’acqua, gli Svizzeri no

61561 L’Italia è andata sott’acqua, e parlare quando tanta povera gente è mezzo rovinata o ha comunque perso molto, se non la vita, non è bello. Ma con gli italiani si deve fare come con i cani, quando la fanno fuori dalla cassetta, SUBITO gli si deve far sfregare il muso sopra. Dopo un  po’ associano. È vero, sono state piogge inconsuete, inusitate, storiche. Tutto quello che volete, ma il telegiornale ricorda che in Liguria :

1                    durante le piogge l’autostrada dei fiori è stata chiusa perché l’acqua allagava le gallerie

2                    un treno che blocca la linea per il sud della Francia e la Spagna è lì dal dieci gennaio

3                    liberare la linea dal suddetto treno rischia di costare di più del treno stesso e allora perché in due, massimo quattro giorni, non lo hanno fatto a pezzi ?

4                     si è bloccata la litoranea e ci vorranno almeno quindici giorni per ritornare alla normalità.

 In Emilia potrei parlare di Modena sott’acqua, di smottamenti, frane, case pericolanti. Dovunque ne avrei e soprattutto ne hanno avuto tutte le persone che ne hanno patito i disagi.

In Svizzera è piovuto quanto da noi, e là ci sono molte più montagne , di conseguenza fiumi o torrenti. Quindi tanto maggior rischio idrogeologico.

Ci saranno state frane, smottamenti, chissà, nessuno ne parla e allora, o tengono tutto coperto per fare sempre i primi della classe, o PRIMA di costruire strade, case, ferrovie, valutano il rischio idrogeologico.

 Coltivano il bosco e la montagna, e i tempi di arrivo dell’acqua a valle sono cinque, sei o sette volte di quelli italiani. NON costruiscono in aree golenali.  NON chiamano strade, come tante viste in TV, dei riporti di cinque centimetri di asfalto su cinque centimetri di pietrisco messo sulla terra battuta. NON tagliano il fianco di una collina, senza mettere in sicurezza la parte soprastante e quella sottostante il taglio. METTONO in galera quelli che permettono abusi e aumentano le pene se questo comporta disagi o sciagure. Da noi non ci sono mai i soldi. Ma le nostre strade costano più delle loro. Qui tutte le volte che il pubblico spende, sai quando comincia e non sai quando finirà e all’inizio non saprai MAI quando spenderai. 

Per motivi di lavoro,transito per la Svizzera dalla fine degli anni ’70. Non c’era il Gottardo e neppure l’autostrada che lo collegava al confine, cinque anni dopo era tutto finito.  Nessuno pensa che il bene pubblico sia una riserva di caccia dove bracconare. Là sono tutti guardiacaccia. Una volta ero arrabbiato, buttai una bottiglietta di plastica dal finestrino della macchina. Mi è andata bene che non mi hanno fatto tornare indietro a raccattarla. E non erano poliziotti, ma tanti normali cittadini. Ho detto normali. Ripetetelo di noi, se potete.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.