‘Ndrangheta in Emilia, tutte balle?

democrazia1 L’assessore reggiano Matteo Sassi, ora chiunque si chiami Matteo si sente un leader, dice che Reggio Emilia ha gli anticorpi contro le infiltrazioni mafiose, supponiamo che la Città si sia sottoposta ad una intensa cura di rafforzamento immunitario, perché a giudicare dalle indagini della Dia, era piuttosto defedata, tanto che le metastasi erano abbastanza diffuse: decine di arresti e oltre un centinaio di indagati non testimoniano di un ottimo stato di salute. Le intercettazioni poi rivelano un sottobosco assai poco regolamentato e molto esteso di sub-appalti e connessioni con la politica, anche se meno interessante delle discussioni tra Berlusconi e Tarantini sulle donnine allegre. Di passaggio ricordiamo che  Tarantini aveva iniziato la sua, diciamo attività, con gli esponenti della sinistra al governo della Puglia. Ora, più degli anticorpi democratici, citati come un rosario nelle Feste dell’Unità, tra una frittura di pesce e una grigliata di salamelle, a mettere in crisi la malattia era stata la radioterapia del mercato edilizio, che ha messo in ginocchio molti operatori, tra cui i protagonisti delle attuali indagini. Questa difesa ricorda il “tutte balle” dell’ex sindaco Delrio di vecchia data, riguardo alla sicurezza, ora anche su questo tema è calato un silenzio inversamente proporzionale all’aumento dei furti e dell’insicurezza. Certo Reggio avrà anticorpi fortissimi, ma le auto continuano a bruciare a causa dell’usura, pure qualche tetto prende fuoco, anche in assenza di caldo e siccità. Tutto normale? Per gli anticorpisti evidentemente sì. Del resto tutti i nostri sindaci sono caduti dalle nuvole, ma appena atterrati, hanno minacciato una nuova Resistenza, l’Anpi (associazione di partigiani)  si è mobilitata, agitando il gonfalone con la medaglia d’oro, davanti ai cantieri, per controllare i camion del movimento terra, presidiare i laboratori tessili clandestini e i bar cinesi. Sì, perché la battaglia anticorpale è a tutto tondo, del resto da noi non c’è solo la ‘Ndrangheta, ma pure la camorra, la mafia e la triade cinese. E’ stato un momentaneo obnubilamento dei globuli bianchi a provocare il problema, ma con la cura ricostituente, tutto si risolverà. I magistrati hanno parlato di omertà, ma forse esagerano, forse si riferiscono alla Sicilia, non alla Città delle persone. I morti, gli incendi, l’usura sono un problema culturale, un affare che riguarda Reggio Children, più che la magistratura e le forze dell’ordine.  Del resto, nel  pellegrinaggio a Cutro dell’ex sindaco Delrio, nessuno gli ha parlato di ‘Ndrangheta e di questo Nicolino (Grande Aracri), o come si chiama. Anche il fatto che gli arrestati risiedessero a Reggio, si spiega in quanto nella Città delle persone si vive bene, altro Delrio non sa. Come non lo sa lui. non lo sanno tutti i politici reggiani recatisi a Cutro, ogni volta che c’erano le elezioni amministrative, alla ricerca di voti o di grazie, ma per quelle potevano recarsi anche da Padre Pio o alla Madonna di Loreto. Se non lo sanno loro, a chi bisogna chiederlo, forse al Cristo di Cutro?

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