Nazionali o nazionalismi

 É tutto un fiorire di libri e articoli che parlano dei neo nazionalismi, di come si sia corrotta l’idea di federazione e le idee dello stato nazione si facciano sempre più strada. A me paiono grandissime fregnacce. Sino a dieci anni fa si diceva che le nazioni esplodevano e che le regioni erano la frontiera (Padania, Catalogna, Scozia, ecc) ora all’improvviso molti di questi “separatori” sono diventati “statalisti”, soprattutto qui da noi. Come già allora, mi sembrano formule per buttare tutto in caciara e cercare di arraffare voti. A parole Salvini e Meloni hanno due idee di stato italiano contrapposte, ma ora stanno insieme e danno le mani al tremebondo vecchietto (Silvio) che idee NON ne ha mai avute se non per suo tornaconto personale. In Francia (da sempre i più nazionalisti in Europa) non é cambiato niente, in Germania si assiste ad un revanscismo di destra, che per la verità ha colpito tutto il Vecchio Continente, ma questo capita quando la paura della perdita di potere d’acquisto colpisce qualsiasi popolazione. Perché allora il diverso é il nemico, quello che ti porta via il lavoro e ti scopa la moglie. Tutte balle. O meglio le risposte ai problemi che sono sul tappeto sono SOLO di tipo elettoralistico (nel senso che chi comanda o spera di farlo cavalca il problema e inspessisce i fatti sui giornali e nelle TV). Ad esempio se un extracomunitario o un comunitario dell’est commette violenza sessuale nei confronti di un’italiana subito i titoloni e le grida di sdegno si sprecano. Il fatto naturalmente é non solo deprecabile, ma condannabile (in sede penale e poi però non lo rispedite fuori sulla parola e senza cavigliera elettronica), ma nessuno si ricorda mai di dire che le violenze sessuali sono (per oltre il 90% ) riconducibili all’ambito familiare, dove poi le donne, magari minorenni, non denunciano mai e in questo per lo più sono le madri che occultano i reati. Scanso poi andarlo a raccontare sui vari ebdomedari scandalistici nel caso in cui si diventi famosi. Un maggior equilibrio da parte del circo mediatico, in questi già difficili tempi, sarebbe auspicabile. Ma é circo mediatico appunto e non informazione e allora vai di grancassa, grida all’untore e poi, in altre pagine, dedicati agli equilibrismi del politically correct e dell’assoluta importanza della privacy. Pagliacci. É per questo che ormai non leggo più il giornale neppure al bar e la televisione vecchia mi é servita per fare una conigliera, quella vecchia non é attaccata ad un cavo ma ad un hard disk esterno e mi ci guardo tante belle cose. Non diventerò per questo migliore, ma vivrò sicuramente meglio. Provateci é la stessa sensazione di quando si cammina nel bosco: si sentono solo rumori della natura e ci si riposa orecchie e cervello.

 

Commenti

Commenti