Napolitano ed i saggi

And Then There Were FewerVisto lo spappolamento dei partiti, che altro poteva fare Napolìtano, se non inventarsi le commissioni programmatiche?

Una vecchia medicina per una crisi politica mai vista.

Il Pd si rifiuta di legittimare Berlusconi attraverso la grande coalizione e si capisce: dopo vent’anni di vade retro satana, non è semplice.

Cerca di inglobare i grillini, che però devono stare fermi, se si alleano si spaccano, se non si alleano si spaccano, così restano sospesi in alto.

Penso che il fenomeno si ridurrà, ma non fino a quando riusciranno a non dire nulla, perché gli altri dicono stupidate.

Berlusconi grida di aver vinto, in effetti ha una minoranza di blocco, ma ha bisogno di un accordo, prima della pioggia di condanne che lo spingeranno fuori dal Parlamento e verso il parlatorio.

Insomma il caos, neppure calmo, visto che chiudono centinaia di migliaia di attività e solo nel 2012, 30000 imprese sono emigrate all’estero, verso cui sono diretti i giovani: non fuggono solo i cervelli, ma pure le braccia e gli anziani.

Oltre 600000 pensionati vivono in Africa, Asia, ai Caraibi e mete più vicine, ma sempre meno costose.

Hai voglia di far ripartire i consumi! Allora il buon Napolitano cerca di guadagnare tempo, nella speranza di un accordo sul suo successore, tra Pd e Pdl, prodromico ad un governo a tre con Scelta Civica, l’unico possibile.

Resta il problema che il PD, ormai in stato confusionale, potrebbe favorire l’elezione, coi grillini, di Prodi o di Zagrebelski e allora Silvio sarebbe in galera e il Pdl alla macchia.

Quello che ci serve è giusto una bella guerra civile, oppure più semplicemente rivotare col Porcellum, per ritrovarci al punto di oggi.

Sempre che alla Camera non vinca il Pdl, cambierebbe poco comunque, visto che il problema oggi sembra quello di fare un governo, mentre ci accorgeremo presto che il vero problema è governare.

Nel frattempo aspettiamo che l’Ambasciatore americano incontri Grillo e soprattutto Casaleggio, saremmo curiosi di sapere se appartiene ai circoli che vogliono far saltare l’Euro e l’Europa in nome del dollaro, oppure a quelli che vogliono salvarlo, per fare fronte comune contro la nascente divisa dei BRICS.

Ovviamente non pensiamo che l’Italia sia un Paese a sovranità limitata, ma certamente lo è la sua classe politica. Il mondo cambia e loro continuano a prendere ordini dai russo-cinesi e dagli americani.

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