Morgan Stanley: “Aspettative in miglioramento per l’azionario europeo e per quello giapponese”

Gli esperti di Morgan Stanley Investment Management spiegano perché hanno recentemente rimosso il sottopeso alle azioni di Europa e Giappone, eliminando al contempo i sovrappesi su Treasury USA e beni di consumo primari

Il recente picco di volatilità, fotografato dall’indice VIX, che si è riportato in area 40 punti l’11 giugno scorso, conferma che i mercati sembrano ora riconoscere alcune preoccupazioni espresse nelle scorse settimane da Laura Biancato (Vice President, Portfolio Specialist) e Andrew Harmstone (Managing Director) del team Global Balanced Risk Control (GBaR) di Morgan Stanley Investment Management. I due esperti, infatti, segnalavano da un lato un mercato troppo ottimista alla luce del rischio di una seconda ondata di COVID-19 (in particolare negli USA) e, dall’altro, le debolezze dell’economia, come rivelato dal numero crescente di fallimenti negli Stati Uniti.

LE OBBLIGAZIONI SOCIETARIE HANNO VALUTAZIONI MIGLIORI DELLE AZIONI

Di recente, l’esposizione ai titoli rischiosi dei portafogli da loro gestiti è stata ridotta, indirizzando allo stesso tempo il rischio verso regioni che si stanno dimostrando più prudenti sulla gestione e controllo del virus rispetto agli Stati Uniti, dove una seconda ondata di contagi è probabile che causi più disagi. I due professionisti di Morgan Stanley IM rivelano inoltre di aver rimosso i sottopesi all’azionario della zona euro e del Giappone, nonché all’high yield europeo sul lato obbligazionario. In parallelo, i gestori hanno eliminato i sovrappesi ai titoli di stato USA, ai beni di consumo primari e alle azioni brasiliane. Più in generale, nell’ambito dei titoli rischiosi, i due esperti preferiscono il credito alle azioni: nonostante la loro analisi indichi che le obbligazioni societarie non siano economiche, queste mostrano infatti valutazioni comunque migliori rispetto alle azioni.

I PUNTI DI FORZA DELL’AZIONARIO EURO…

Nell’azionario dell’eurozona, spiegano Biancato e Harmstone, l’industria del turismo europea sta ripartendo più velocemente rispetto alle previsioni, con un possibile impatto meno grave del previsto sul PIL. I controlli sul virus più prudenti riducono inoltre il rischio di una nuova escalation dei casi di COVID-19, mentre la risposta politica e monetaria è stata coordinata e solida: basti pensare al Recovery Fund dell’UE da 750 miliardi di euro e all’estensione, almeno alla metà del 2021, da parte della BCE del programma di acquisto per l’emergenza pandemica. L’esposizione dell’Europa ai titoli ciclici, ad oggi un elemento negativo per la regione, potrebbe trasformarsi in un fattore favorevole durante l’eventuale ripresa: gli analisti possano rivelarsi eccessivamente ribassisti sulle attese degli utili europei.

…E QUELLI DELL’AZIONARIO GIAPPONESE

A favore dell’azionario giapponese giocano invece, secondo Biancato e Harmstone, oltre agli stimoli monetari e fiscali alla pari con altri mercati sviluppati, il fatto che il paese sembra ora avere misure credibili per contenere il virus. Dal punto di vista dei fondamentali, invece, il rapporto P/E sugli utili delle azioni giapponesi attesi per il 2021 risulta essere più conveniente di quanto non lo fosse alla fine del 2019, mentre la resilienza dei dividendi è assicurata dal fatto che più della metà delle società giapponesi ha una posizione di cassa positiva, rispetto a circa il 20% delle società negli Stati Uniti e in Europa.

L’HIGH YIELD EUROPEO DOVREBBE RESTARE STABILE

L’high yield europeo dovrebbe rimanere stabile intorno ai livelli attuali secondo l’analisi dei due esperti. Infatti, il rapporto dello spread tra l’high yield USA e l’high yield dell’UE tende ad essere stabile (è stato così anche durante la crisi COVID-19). Gli spread statunitensi ed europei si sono di fatto ridotti e quelli USA continueranno a ricevere un notevole supporto grazie all’operato della banca centrale, suggerendo un mantenimento della relazione nei mesi a venire.

PERCHÉ ESSERE NEUTRALI SU TREASURY USA E AZIONARIO BRASILIANO

Gli esperti di MSIM ritengono che i Treasury statunitensi a 10 anni evidenzino valutazioni vicine all’essere eque, giustificando così il passaggio da sovrappeso a neutrale alla ricerca di ulteriori fonti di rendimento. Stessa valutazione in merito ai beni di consumo primari che, sebbene continueranno a generare utili stabili, risultano anch’essi scambiati a valori equi sulla base delle valutazioni del team. Infine, per quanto riguarda il passaggio da sovrappeso a neutrale sulle azioni del Brasile, Biancato e Harmstone specificano: “La combinazione del forte rally dell’azionario brasiliano e del crescente rischio di un nuovo lockdown ci ha portato a chiudere questa posizione tattica”.

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